Alla Camera il governo va sotto cinque volte L'Idv e i finiani esultano

Nervosismo nella maggioranza: l'esecutivo è andato sotto quattro volte, alla Camera, nelle votazioni sulle mozioni riguardanti la situazione nelle carceri. E una volta sulle bombe a grappolo. Assenze dei Responsabili decisive

Roma - Nervosismo nella maggioranza. Il governo è andato sotto quattro volte di seguito, alla Camera, nelle votazioni sulle mozioni sulla situazione nelle carceri. Fatali sono state le assenze di alcuni deputati del Pdl, dei membri del governo (presenti solo una decina tra ministri e sottosegretari) e di alcuni deputati Responsabili. In tutti i casi l’opposizione è stata compatta al voto, riuscendo a bocciare una parte della mozione della maggioranza, oltre a far passare i loro testi nelle parti su cui il governo aveva reso parere contrario.

Votazioni e assenze in aula Ha pesato l’assenza di molti deputati della maggioranza, compresi 25 tra ministri e sottosegretari. In Aula al momento della prima votazione, sul testo di Futuro e libertà, c’erano 522 deputati: 264 hanno votato sì e 254 no, mentre quattro sono stati gli astenuti. Non hanno partecipato al voto, tra assenti e in missione, 40 deputati del Pdl, 7 della Lega Nord e 14 dei Responsabili. Secondo i tabulati, 40 deputati in tutto erano in missione: 26 del Pdl (per la maggior parte ministri e sottosegretari), 5 della Lega (compresi i ministri Umberto Bossi e Roberto Maroni, e il capogruppo Marco Reguzzoni), tre del gruppo misto (tra cui la sottosegretaria Daniela Melchiorre) 2 dei responsabili (tra cui il sottosegretario Bruno Cesario), 5 del Pd e per l’Udc solo Rocco Buttiglione che però presiedeva la seduta. Nell’elenco dei 67 assenti figurano invece 16 deputati del Pdl (tra cui il vicepresidente del gruppo Massimo Corsaro), 12 dei responsabili (tra cui il ministro Saverio Romano, Massimo Calearo, Francesco Pionati e Maria Grazia Siliquini), 2 della Lega (tra cui il sottosegretario Daniele Molgora), 10 del gruppo misto (fra cui Italo Tanoni e Luca Barbareschi, e due esponenti dell’Mpa), 10 di Fli (tra i quali Italo Bocchino, Andrea Ronchi), 14 del Pd e 3 dell’Udc. L’unico gruppo con il 100 per cento di presenti è stato l’Idv. I quattro astenuti sono i due deputati delle minoranze linguistiche i e due deputati del Pdl Marcello De Angelis e Luigi Vitali.

Idv all'attacco: governo moribondo "E' chiaro, ormai, che non ci sono più i numeri - ha detto il portavoce dell'Idv Leoluca Orlando -. È la conferma della grave crisi che si è aperta nel centrodestra in seguito alla batosta elettorale delle amministrative. Il governo Berlusconi, politicamente parlando, è moribondo. Il presidente del Consiglio per una volta faccia un favore a se stesso e al Paese, salga al Quirinale e si dimetta. Il vento è cambiato e l’Italia deve essere restituita agli italiani".

Il Fli: la maggioranza scricchiola Il governo battuto è "la dimostrazione che anche a livello parlamentare nella maggioranza qualcosa comincia a scricchiolare". Lo dichiara Nino Lo Presti deputato di Futuro e libertà.

Il ministro Alfano minimizza Un "normale ritardo post voto, normale rilassatezza post competizione elettorale". Così il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, definisce i quattro voti contrari al parere del governo sulle mozioni delle opposizioni sulle carceri. Entrando nello specifico degli argomenti in discussione Alfano ha osservato: "Non si tratta di leggi ma di mozioni. Ho letto con attenzione il contenuto degli emendamenti e compatibilmente con le disponibilità di bilancio farò di tutto per adempiervi".

La quinta caduta Il governo è stato di nuovo battuto alla Camera su un ordine del giorno del deputato dell'Idv, Augusto Di Stanislao, sulla ratifica della Convenzione di Oslo sulla messa al bando delle munizioni a grappolo.