Camera, l'ira della Mussolini "No ai posti in piccionaia"

Denunciata la scomodità dei posti nelle ultime file in alto dell’emiciclo al di sotto
delle tribune. Poi lo show: la parlamentare prima chiede "il seggiolone" per seguire meglio i lavori, poi
scende fin sotto la presidenza per occupare uno dei posti riservati ai sottosegretari

Roma - Ieri l’austerity di Gianfranco Fini che richiama al rigore il lavoro parlamentare, oggi lo show in aula a Montecitorio di alcuni deputati trascinati da Alessandra Mussolini che denunciano la scomodità dei posti loro assegnati in "piccionaia": le ultime file in alto dell’emiciclo al di sotto delle tribune.

Lo show della Mussolini Mussolini, durante il voto sul dl Alitalia, interviene per denunciare alla presidenza che da quei seggi non si vede nemmeno l’indicazione di voto che dà ai deputati il segretario d’Aula del gruppo di appartenenza e chiede "il seggiolone" per sapere cosa succede dalle parti dei banchi di governo e presidenza e nelle prime file. Sfida anche il rigido protocollo parlamentare, scendendo fin sotto la presidenza per sedersi e infilare la sua tessera in uno dei posti riservati ai sottosegretari non occupati. Il vicepresidente di turno, Maurizio Lupi, acconsente a farla parlare da quegli scranni ma la invita a non votare da lì perché il voto sarebbe non valido.

Bagarre in Aula A contestare la Mussolini c’è l’Italia dei Valori, ma anche l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini che invita la presidenza a gestire meglio i problemi, ricordando come dal 1948 a oggi nessuno si sia mai lamentato della piccionaia ma come questo non possa consentire ad Alessandra Mussolini di scegliersi una sistemazione diversa. Dalla presidenza, Lupi, ascolta proteste e osservazioni un pò sconsalato. Il Carroccio, interviene invece per chiedere ai deputati di restare al merito del provvedimento. "Con tutti i problemi - scrive in una nota il presidente dei deputati leghisti, Roberto Cota - che deve affrontare il nostro Paese è una vergogna che si perda tempo a discutere della comodità delle poltrone in aula. I deputati della Lega Nord sono qui per lavorare".