Camera, il «nuovo» Pd punta sui volti vecchi I debuttanti? Appena 16

da Milano

I «nuovissimi» del Partito democratico candidati alla Camera, quelli cioè che la politica sinora non l’hanno mai vista o che comunque non hanno mai avuto incarichi in istituzioni o gerarchie di partito, sono solo una manciata. Appena sedici - ma si può arrivare a una ventina tenendo conto, globalmente, delle eventuali rinunce dei big candidati in più regioni, costretti ad optare. E non sono tanti di più neanche i «nuovi», categoria in cui si possono annoverare quanti, pur essendo dei debuttanti a Montecitorio, hanno alle spalle una consolidata esperienza istituzionale (in Comuni, Province o Regioni) o politica (nei ranghi di partito): soltanto 52. Nuovi per modo di dire, visto che, giusto per fare due esempi, nella categoria rientrano anche il ministro uscente Luigi Nicolais e il presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra. Lo zoccolo duro, quello vero, è invece costituito dai veterani della politica, 113 habitué che per la reconquista della poltrona - 54 di loro hanno alle spalle almeno due mandati parlamentari - non hanno esitato a candidarsi anche a centinaia di chilometri da casa - in barba al principio del radicamento nel territorio - per accaparrarsi una posizione sicura che consenta loro la rielezione e la vita dorata da parlamentare.
Su il sipario sulla realtà vera delle liste del Pd per la Camera dei deputati. Di nuovo davvero c’è ben poco, almeno se al di là della propaganda si guardano quelli che sul serio, per la posizione in lista, hanno delle chance. E se in questo «nuovo» si considera che è incluso pure un drappello di portavoce, segretari, alti funzionari del governo uscente o del Pd premiati per la loro fedeltà ecco che allora quel che resta è davvero un’inezia. Ma vediamo, circoscrizione per circoscrizione, chi sono i candidati del Pd che conquisteranno per la prima volta un seggio a Montecitorio.
La palma per la maggiore quota di novità spetta alla circoscrizione Veneto 1, dove corrono in posizione di sicura elezione l’ex «falco» di Federmeccanica Massimo Calearo, Anna Margherita Miotto, del coordinamento Pd di Padova, Federica Mogherini Rebesani, 34 anni, diessina romana, moglie del veronese Matteo Rebesani, membro dello staff di Veltroni, e un altro imprenditore, Gian Pietro Dal Moro. «New entry» in buona posizione pure nelle liste della Puglia, dove si preparano al debutto a Montecitorio l’imprenditrice della pasta Margherita Mastromauro (vicepresidente di Confindustria Bari, numero 2 subito dietro Massimo D’Alema), Francesco Boccia, economista, capo dipartimento della presidenza del Consiglio dei ministri, Anna Paola Concia, tra i fondatori dell’associazione Emily e omosessuale dichiarata, e Cinzia Capano, assessore comunale a Bari.
Nelle altre circoscrizioni la media di novità assolute è di due, al massimo tre candidati. Ecco il dettaglio, per aree geografiche. Nella circoscrizione Piemonte 1 un debuttante in senso assoluto, Antonio Boccuzzi, l’operaio della ThyssenKrupp scampato al rogo del 6 dicembre scorso, numero 2 dietro Piero Fassino. Al debutto in Parlamento anche il consigliere comunale Anna Rossomando e il consigliere provinciale Stefano Esposito. Solo uscenti in lista nella circoscrizione Piemonte 2. E praticamente solo uscenti in Liguria, dove il «nuovo» è rappresentato dal segretario regionale del Pd, Mario Tullo.
Passiamo alla circoscrizione Lombardia 1. Qui la novità è solo il capolista, il giovane imprenditore Matteo Colaninno. In bilico - è il numero 11, ma con le rinunce potrebbe prendere quota - l’uomo che ha gestito la campagna elettorale per le primarie di Veltroni, Vinicio Peluffo. Carica di ricandidati in Lombardia 2, due nuovi ingressi invece in Lombardia 3, con il consigliere regionale Luciano Pizzetti.
Largo ai fedelissimi in Emilia Romagna. Posto in lista sicuro per Salvatore Vassallo - il politologo co-autore della proposta di riforma della legge elettorale Vassallo-Veltroni - e il capoufficio stampa di Prodi Sandra Zampa. Debuttanti alla Camera anche l’ex sindaco di Imola Massimo Marchignoli, l’assessore comunale a Ferrara Alessandro Bratti, l’assessore del Comune di Rimini Elisa Marchioni, Marco Beltrandi, del partito radicale transnazionale. In Trentino è solo terza - ed è difficile che ce la faccia - Marialuisa Gnecchi, vicepresidente della Regione e della Provincia autonoma di Bolzano. Dal «Veneto 2» arriveranno per la prima volta a Montecitorio come deputati Pier Paolo Baretta, sindacalista di lungo corso, segretario generale aggiunto della Cisl, e Delia Murer, assessore alle Politiche educative del Comune di Venezia. Niente novità in Friuli Venezia Giulia, dove è solo al quinto posto la vedova di Luca Coscioni, Maria Antonietta Farina.
Spazio agli amministratori locali nella lista della Toscana, dove tra una ridda di big e uscenti corrono Paolo Fontanelli, presidente dell’Anci Toscana e sindaco di Pisa, e Donella Mattesini, consigliere comunale ad Arezzo. Scranno quasi sicuro in Umbria per il portavoce di Veltroni, Walter Verini, numero tre in lista. E spazio a consiglieri e assessori del Comune di Roma - Ileana Argentin e Roberto Morassut - e della Regione - Massimo Pompili e Renzo Carella - nella circoscrizione Lazio 1. Capolista, come è noto, la giovanissima Marianna Madia. Sempre nella circoscrizione Lazio 1, posto più che sicuro per Enrico Gasbarra, piazzato al numero cinque. Guida la lista in «Lazio 2» l’ex pm e segretario generale del Csm Donatella Ferranti. Nelle Marche elezione assicurata per il vicepresidente della Regione, Luciano Agostini. In Abruzzo dovrebbe farcela l’assessore regionale ai Trasporti Tommaso Ginoble.
Nella circoscrizione Campania 1 al debutto in Parlamento sono il ministro uscente per le Riforme e l’innovazione della Pubblica amministrazione, Luigi Nicolais, e l’ex rettore Pasquale Ciriello. Qualche possibilità - legata alle scelte del capolista Massimo D’Alema - per il giornalista Andrea Sarubbi, lunghi trascorsi a Radio vaticana, conduttore della trasmissione Rai «A sua immagine». Neofita assoluta la capolista di Campania 2, Pina Picierno, 26 anni, laureata in Scienze della comunicazione, ironia della sorte, con una tesi sperimentale sul linguaggio di Ciriaco De Mita. In corsa con posto assicurato anche la segretaria del ministro Fioroni, Luciana Pedoto.
Sono parlamentari uscenti i due probabili eletti in Basilicata, anche se va segnalato che al numero tre è in lista una non lucana, Elisabetta Zamparutti, radicale, la compagna di Sergio D’Elia, non ricandidato dopo le polemiche della scorsa legislatura sui suoi trascorsi in Prima linea con tanto di condanna per omicidio. Sempre in Basilicata - ma è quarto e difficilmente può farcela - il capo della segreteria del ministro Bindi, Salvatore Russillo.
Solo una novità in Calabria, con il magistrato ed ex sindaco di Lamezia Terme Doris Lo Moro. Per il resto, tutti uscenti: tra loro le vedove Rosa Maria Calipari - la moglie di Nicola Calipari, l’agente del Sismi ucciso durante la liberazione di Giuliana Sgrena, senatore uscente - e Maria Grazia Laganà Fortugno, consorte del vicepresidente Francesco Fortugno.
In Sicilia 1 nuovi ingressi assoluti sono quelli del portavoce di Dario Franceschini, Piero Martino, che con la Sicilia non c’entra nulla ma il posto in lista per una sicura elezione, evidentemente, era lì; di Daniela Cardinale, la figlia ventiseienne dell’ex ministro delle Telecomunicazioni Salvatore Cardinale che la politica sinora l’ha solo respirata a casa («a cinque anni festeggiavo papà sventolando la bandiera della Dc», ha dichiarato in alcune interviste); e di Alessandra Siragusa, numero 2 dietro il ministro uscente Giuseppe Fioroni, consigliere comunale in carica, insegnante, lunga gavetta come consigliere comunale e assessore alla Pubblica istruzione nelle giunte guidate da Leoluca Orlando. In Sicilia 2 la grande novità è rappresentata dal capolista Giuseppe Berretta, il giovane ricercatore universitario della Kore di Enna (l’ateneo che ha come rettore l’ex ministro socialista Salvo Andò, tra gli autori del programma di Anna Finocchiaro per la presidenza della Regione Sicilia). Debuttanti a Montecitorio anche Marco Causi, palermitano di nascita - e dunque, of course, presentato dal Pd in Sicilia, però esattamente dalla parte opposta - ma docente universitario e assessore al Bilancio del Comune di Roma, la segretaria del partito radicale Rita Bernardini, e il coordinatore siciliano del Pd, il messinese Francantonio Genovese, neofita a Montecitorio - nel 2006 non ce l’ha fatta - ma figlio d’arte: suo padre, Luigi, è stato plurisenatore della Dc, mentre lo zio materno, Nino Gullotti, è stato uno dei grandi notabili dello Scudocrociato siciliano.
In Sardegna i nuovi - ma con incarichi politici alle spalle - sono la coordinatrice di «Progetto Sardegna» Caterina Pes, l’ex segretario diessino Giulio Calvisi e Siro Marrocu, al debutto a Montecitorio ma ben tre mandati in Consiglio regionale.