Camera, passa la mozione contro la Iervolino

Montecitorio approva la
mozione presentata da Laboccetta (Pdl) che
impegna il governo "a valutare se sussistano i presupposti per la
rimozione del sindaco di Napoli" e allo
scioglimento del consiglio comunale. Battuto il governo, che aveva espresso parere negativo. Pd e Idv lasciano l'Aula

Roma - L’Aula della Camera ha approvato la mozione presentata dal deputato del Pdl Amedeo Laboccetta che impegna il governo "a valutare se sussistano i presupposti per la rimozione del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, per gravi motivi di ordine pubblico e per giungere, conseguentemente allo scioglimento del consiglio comunale". Il governo, che aveva espresso parere negativo su questo punto, è stato pertanto battuto.

Le mozioni di Laboccetta Due le mozioni presentate a Montecitorio in mattinata. La mozione della maggioranza chiede "la rimozione del sindaco della città di Napoli per gravi motivi di ordine pubblico", mentre quella dell’Idv chiede al governo di "valutare se, di fronte alla crisi complessiva politica, morale ed istituzionale, che colpisce la città di Napoli non sia necessaria, nel rispetto della legge e delle prerogative di riferimento, come segnale di responsabilità collettiva, ogni iniziativa possibile per restituire, dunque, alla cittadinanza la possibilità di esprimere la propria sovranità e procedere ad un veloce ed efficace rinnovamento della classe politica locale". Il governo ha espresso parere contrario alla rimozione del sindaco posto che non esistono "gravi motivi di ordine pubblico", mentre si è detto disponibile a "riferire sulla questione alla Camera dei deputati con la massima urgenza".

Pd e Idv lasciano la Camera Il gruppo del Partito democratico e quello dell'Italia dei Valori hanno lasciato l’Aula di Montecitorio per protestare contro la votazione delle mozioni di Laboccetta. Ad annunciare l’abbandono dei lavori è stato il deputato democratico Roberto Giachetti che dall’inizio della discussione ha più volte sollevato il problema dell’inammissibilità delle mozioni. La decisione di lasciare l’Aula è avvenuta dopo che la presidenza ha rifiutato la richiesta del Pd, effettuata da Erminio Quartiani, di rinviare il voto.