Dalla Camera sì al ddl Gelmini: il testo al Senato Berlusconi: altro successo del governo del fare

Ddl Gelmini approvato alla Camera: il testo va al Senato. <strong><a href="/interni/meritocrazia_e_norme_anti_parentopoli_i_punti_chiave_riforma_gelmini/30-11-2010/articolo-id=490566-page=0-comments=1">Cosa cambia</a></strong>. Il premier: &quot;I veri studenti a casa studiare. In piazza solo i centri sociali e studenti fuori corso&quot;. Fli vota con la maggioranza. <strong><a href="/interni/londa_studenti-teppisti_berlusconi_andate_studiare/01-12-2010/articolo-id=490589-page=0-comments=1">La protesta</a></strong>: cortei, stazioni occupate, blocchi autostradali e scontri con la polizia<strong><a href="/interni/ddl_gelmini_scontri_roma_e_milano_camera_governo_va_sotto_due_volte/parlamento-camera-ricerca-precari-riforma_universita-universita-ddl_gelmini-cattolica_milano/30-11-2010/articolo-id=490511-page=0-comments=1"></a></strong>

Roma - L’aula della Camera ha approvato il ddl Gelmini che riforma l’università. Insieme a Pdl e Lega, votano anche i finiani e l'Mpa, mentre la bocciano il Pd, l’Idv, l’Udcv e i Liberal Democratici. L’Api si è astenuto. Soddisfatto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ribadito che parla di "un altro obiettivo raggiunto" dal "governo del fare". Poi sulle proteste: "I veri studenti sono a casa studiare. In piazza ci sono solo i centri sociali e gli studenti fuori corso". Soddisfatto  il leader leghista Umberto Bossi: "Buon segnale, proviamo ad andare avanti. Ogni giorno può essere un giorno di riflessione per tutti".

Ddl approvato alla Camera "L’approvazione della riforma è un fatto importante, una tra le più importanti della legislatura - ha commentato ha detto il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini - spiace averlo dovuto fare in un clima di tensione sociale". Il testo passa all’esame del Senato, che in tempi rapidi, a meno che non intervengano altre modifiche, potrebbe trasformare il ddl - probabilmente entro la metà di dicembre - in legge. La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama si riunirà giovedì per decidere la calendarizzazione del nuovo passaggio del ddl al Senato (l’approdo, visto che a Palazzo Madama è in corso la sessione di bilancio, dovrebbe avvenire il 9 dicembre). A favore del provvedimento hanno votato Pdl, Lega, Futuro e libertà (anche se nella dichiarazione di voti il finiano Benedetto della Vedova ha condito l’annuncio del sì alla riforma con giudizi al vetriolo sull’operato complessivo e lo stato di salute del governo), Mpa, Noi Sud-Popolari per l’Italia di domani, Alleanza di centro. Contrari Pd, Italia dei valori, Udc (che però, anticipa il presidente centrista Rocco Buttiglione, al Senato potrebbe - di fronte a concreti segnali di disponibilità da parte del governo - aumentare il voto sul ddl da "cinque e mezzo" al "sei pieno", sostenendo di conseguenza il provvedimento) e Liberal democratici. Si sono astenuti i rutelliani di Alleanza per l’Italia.

Berlusconi: "Successo del governo" "Quella in Parlamento è una buona riforma che favorisce gli studenti, i professori e più in generale tutto il mondo accademico e dunque deve passare se vogliamo finalmente ammodernare l’università". Berlusconi difende a spada tratta il provvedimento elaborato dalla Gelmini. Il presidente del Consiglio non si capacita delle proteste e dell’opposizione alla riforma: "E' stata discussa con tutte le parti in causa, modificata, migliorata e credo che meglio di così non si potesse proprio fare". Inoltre, ha aggiunto, "introduce maggiore meritocrazia ed è davvero un vantaggio per tutti". "L’approvazione della riforma è un altro obiettivo raggiunto dal governo del fare - ha continuato il premier - è la dimostrazione che l’esecutivo prosegue nella sua azione riformatrice, mantenendo gli impegni presi con gli italiani".

Bersani: "Governo irresponsabile" Il Pd valuterà l’andamento delle manifestazioni studentesche contro la riforma dell’univeristà, ma di certo ha colpito il dispiegamento di forze nella Capitale. "Ha fatto impressione la città militarizzata, non si era mai vista una cosa così", ha sottolineato Pier Luigi Bersani aggiungendo che questo "testimonia il grado di allarme del governo che, per questo, è doppiamente colpevole". Se davvero, ha insistito, l’esecutivo "aveva queste preoccupazioni poteva spendere qualche ora per discutere con la gente. Invece si è arrivati a livelli di tensione così alti per irresponsabilità". Per esempio, ha ricordato, il fatto che il governo abbia detto che chi manifesta sta con i 'baroni' "è stato intollerabile e offensivo, e ha suscitato indignazione e ribellione. Stanno perdendo un pò la testa"

La Russa: "Il Pd sta coi violenti" I manifestanti "hanno tutto il diritto di dimostrare" la loro contrarietà al provvedimento, ma "questo non ha nulla a che vedere con la solidarietà arrivata dai banchi di sinistra agli atteggiamenti di oggettiva violenza che si sono registrati all’interno delle manifestazioni". Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa , ha parlato di "passo indietro nell’evoluzione politica della sinistra". "Mi sono tornate alle orecchie - ha spiegato il titolare della Difesa - vecchi slogan come: Ps = Ss oppure Carabiniere basco nero il tuo posto è al cimitero". Il coordinatore del Pdl sottolinea come la sinistra "non ha speso una sola parola di solidarietà nei confronti della polizia", per dire che "la carica che hanno fatto si era resa necessaria perchè una parte dei dimostranti aveva lanciato oggetti e bombe carta. Io sono sempre - ha concluso - dalla parte di chi garantisce l’ordine e ha garantito anche oggi il normale svolgimento dell’attività parlamentare alla Camera".

Fini: "Protesta strumentalizzata" "Gli estremisti che hanno bloccato Roma e causato gravi incidenti - ha spiegato Fini - non hanno reso un buon servizio alla stragrande maggioranza di studenti scesi in piazza con motivazioni non totalmente condivisibili ma certamente animate da una positiva volontà di partecipazione e di miglioramento delle condizioni della nostra Università". Per questo il presidente della Camera ha voluto esprimere "solidarietà alle forze di Polizia, ai cittadini romani e ai tantissimi giovani in buona fede, la cui protesta è stata strumentalizzata".

Bossi: gli studenti hanno qualche ragione Secondo il leader del Carroccio gli studenti che protestano contro la riforma dell’università "hanno anche qualche ragione, ma l’importante è che non si facciano trascinare troppo da qualche parte politica, come è già successo in passato". Bossi poi aggiunge che "abbiamo gente che non si prepara, mentre gli studenti dovrebbero innanzitutto studiare. La Lega non ha detto ai suoi giovani".