«Alla Camera si lavora poco non vogliamo lo stipendio»

da Roma

La lettera indirizzata al presidente della Camera, Fausto Bertinotti, sarebbe già pronta.
Corredata dalle firme di quattro deputati, arriverà sul suo tavolo a Montecitorio domani, lunedì, in apertura di una nuova settimana di lavori parlamentari. Con l’annuncio che i quattro parlamentari dell’opposizione vogliono «autosospendersi» dal (lauto) stipendio pagato loro dal contribuente, per protesta contro l’alto tasso di improduttività delle Camere. «Chiediamo di devolvere la nostra indennità in beneficenza», fortunato destinatario il celebre don Gelmini, animatore di comunità di recupero tossici e molto popolare presso il centrodestra. Promotrice dell’iniziativa è la deputata di Alleanza nazionale Daniela Santanchè, che ha raccolto le adesioni di altri tre colleghi: Guido Crosetto di Forza Italia, Alberto Filippi della Lega e Riccardo Conti di «Italia di mezzo», creatura folliniana (ma lui, a differenza del fondatore, è rimasto nella Cdl).
«Il problema è che questo governo, che praticamente al Senato non ha maggioranza e che per le divisioni al suo interno non riesce a prendere decisioni, meno si muove e meglio sta», spiega Daniela Santanchè. Di conseguenza, il Parlamento va al rallentatore: «Dall’inizio di questa legislatura, noi parlamentari non stiamo lavorando. E se non siamo messi in condizione di fare il nostro mestiere, con che faccia continuiamo a percepire il nostro stipendio?». La parlamentare di An ha messo sotto la lente di ingrandimento l’attività parlamentare di questo primo scorcio di legislatura, confrontandola con lo stesso periodo di quella precedente, e ha verificato che il risultato è «deprimente».
Nei primi undici mesi della Quattordicesima legislatura, quella iniziata nel 2001, la Camera dei deputati aveva tenuto 184 sedute. In questa, le sedute complessive sono state 110. Le leggi approvate erano state 135, «tra le quali ben 63 riforme importanti». Oggi, il totale di provvedimenti varati si ferma a 42. Per quanto riguarda l’attività delle commissioni parlamentari, le sedute svolte nella scorsa legislatura furono 4.068, ora si parla circa di un terzo: 1.623. Allora furono varati in quella sede 160 provvedimenti, oggi si parla appena di 45. «E io ho analizzato solo la situazione della Camera dei deputati», sottolinea la Santanchè, «perché al Senato va pure peggio, molto peggio: lì la parola d’ordine del centrosinistra è riunirsi il meno possibile, perché ogni voto è un rischio visti i numeri della maggioranza».
Per questo ha deciso di promuovere una sorta di «sciopero dello stipendio» da parte dei deputati dell’opposizione. «Un gesto simbolico ma provocatorio», spiega il forzista Guido Crosetto, «che serva a sottolineare l’incapacità di questo governo a programmare l’attività legislativa, e soprattutto l’enorme differenza di produttività tra questa legislatura e quella precedente». Perché «l’immobilismo del governo», incalza la Santanchè, «immobilizza tutto il Paese, che invece avrebbe bisogno di riforme profonde e coraggiose. Noi non ci stiamo, ora attendo di vedere come ci risponderà Bertinotti».