Camere, Berlusconi: "Votino solo i capigruppo" Ma Fini dice no: "La proposta cadrà nel vuoto"

Ogni capogruppo potrà esprimere un voto che rappresenti l’intero gruppo. Una delle proposte per &quot;rivedere i regolamenti parlamentari&quot;. Ma il presidente della Camera boccia la proposta: &quot;Cadrà nel vuoto&quot;. Il Pd: &quot;Pulsioni autoritarie&quot;<br />

Roma - Ogni capogruppo potrà esprimere un voto che rappresenti l’intero gruppo. È questa una delle proposte che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avanzerà per "rivedere i regolamenti parlamentari che non sono adeguati per un Governo e una maggioranza che devono avere tempi certi sull’approvazione delle leggi. È normale - ha detto il premier - che si riconosca il voto del partito nel voto del capogruppo".

Fini: "La proposta cadrà nel vuoto"
Gianfranco Fini boccia la proposta di Silvio Berlusconi su una riforma dei regolamenti parlamentari che preveda che sia il solo capogruppo a votare sui provvedimenti. "Già l’aveva avanzata - commenta il presidente della Camera in Transatlantico - ed era caduta nel vuoto. Accadrà la stesa cosa anche stavolta, è una proposta impossibile". Scettica anche la Lega: "La interpreto come una provocazione, non come una cosa realizzabile". Così il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota. Poi nella maggioranza corregge il tiro il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. "Non è una cosa impensabile, il problema è che non ci sono le condizioni politiche perché servirebbe una riforma costituzionale con il consenso dei due terzi del parlamento - spiega -. Ho parlato con Fini, la sua non era una critica ma solo un giudizio sulla fattibilità della proposta".

"Per adesso occorre essere presenti" I regolamenti parlamentari "non sono adeguati alle necessità di un governo e di una maggioranza di avere tempi certi e brevi per i propri disegni di legge". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intervenendo al Capranica all’assemblea dei gruppi Pdl di Camera e Senato. Berlusconi si è detto consapevole delle accuse rivolte ai parlamentari di lavorare poco ma ha ricordato non solo "che lavorano molto anche in commissione" ma che "dopo 50, 60, 80 votazioni so che può venire addosso la morte civile". In ogni caso, prima della riforma dei regolamenti "occorre essere tutti presenti e anch’io -ha precisato- farò la mia parte per testimoniare l’importanza del Parlamento". Il Cavaliere si è detto anche consapevole delle difficoltà dei parlamentari del Pdl che sono persone "del fare e non funzionari di partito".

Il Pd: "Pulsioni autoritarie"
Mentre Di Pietro parla di "Berlusconi come Saddam Hussein" i capigruppo del Pd Anna Finocchiario e Antonello Soro denunciano le "pulsioni autoritarie" del presidente del Consiglio. Sottolineando la "grande responsabilità istituzionale" rivelata da Fini nello stroncare sul nascere la praticabilità dell’iniziativa del premier. "Come un fiume carsico - scrivono in una nota congiunta Finocchiaro e Soro - ciclicamente riemergono le pulsioni autoritarie del presidente Berlusconi. L’idea di sopprimere il parlamento con una riformina regolamentare, delegando a pochi eletti la funzione legislativa, esprime in modo plateale l’assenza di cultura costituzionale di Berlusconi, il suo incontenibile fastidio per le regole della democrazia e la sua inossidabile visione proprietaria delle istituzioni, nonostante la strabordante maggioranza numerica di cui il Pdl gode in parlamento".