Con Camere ridotte un risparmio di quasi 500 milioni

RomaDimezzare i parlamentari significa pure dare un bel colpo di scure alle spese del Palazzo. Un risparmio di quasi mezzo miliardo di euro per un’intera legislatura (438.176.961 euro), pari a 87 milioni di euro l’anno per Camera e Senato.
Oggi, per ogni singolo deputato, si spendono al mese poco più di 15mila euro: 180mila ogni anno. Se invece che averne 630 ne avessimo la metà risparmieremmo 4.739.433 al mese e 56.873.199 l’anno. A ogni legislatura, soltanto contando gli onorevoli di Montecitorio, potremmo sgravare i conti pubblici di quasi 290 milioni di euro. Un sacco di soldi.
E per Palazzo Madama le spese sono ancora maggiori. Un singolo senatore ci costa al mese 15.922,46 euro che, moltiplicato per 315 cui vanno aggiunti pure i senatori a vita, fa la bellezza di oltre 5 milioni di euro al mese. Perché non risparmiarne oltre 2 mezzo? Annualmente ogni senatore ci costa 191mila euro. Tutti insieme gravano sulle casse dello Stato per oltre 61 milioni e mezzo l’anno, pari a 307 e passa milioni di euro a legislatura. Mica briciole. E stiamo considerando solo la voce «stipendio» dei nostri rappresentanti che è così composto: un’indennità mensile (5.486 euro per il deputato, 5.613 per il senatore) e una diaria riconosciuta a titolo di rimborso spese per il soggiorno a Roma (4.003,11 euro). Attenzione, però: se il parlamentare non si presenta in Aula, la diaria viene tagliata di poco più di 200 euro per ogni giorno di assenza. Poi ci sono le voci «rimborsi». Ce n’è uno forfettario di 4.190 al mese per il deputato e uno di 4.678 al mese per il senatore. Assegni pure per coprire le spese di trasporto e di viaggio: 3.323,70 euro a trimestre per il deputato che deve percorrere fino a 100 chilometri per raggiungere da casa sua l’aeroporto più vicino al luogo di residenza e quindi raggiungere Roma; cifra che sale a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 chilometri.
E il telefono? Anche qui si potrebbe risparmiare un po’. Oggi ogni senatore ha un rimborso mensile di 345,8 euro; 258,2 per ogni deputato. Dimezzare i parlamentari significa che, solo di bollette, si eviterebbe la spesa di 137mila euro. Bruscolini?
Con una drastica riduzione del numero dei nostri rappresentanti, ci sarebbero tante voci che, a cascata, sgraverebbero il bilancio del Palazzo. Si produrrebbero meno rifiuti, per esempio. Oggi per smaltirli, solo per Montecitorio, vanno via 927mila euro l’anno. Oppure si potrebbe risparmiare un po’ sul servizio di lavanderia che, sempre alla Camera, ci costa 124mila euro l’anno. Si farebbe economia pure con qualche presumibile chiamata in meno dai telefoni fissi della Camera: spendiamo 2 milioni di euro l’anno. E ancora: è ragionevole pensare che si limerebbero anche i costi per i prodotti igienici che oggi ammontano a 86.868 euro.