Le Camere sfrattano i «Gratta e vinci» dall’ufficio postale

Le battute si sprecano: Montecitorio milionaria, veni vidi gratta e vinci eccetera. Alla fine ha prevalso, una volta tanto, il buon senso. All’ufficio postale di Camera e Senato ieri era possibile comprare i tagliandi della fortuna Gratta e vinci (che finora hanno fatto la fortuna dell’Erario) grazie a un accordo tra Consorzio Lotterie nazionale e Poste Spa per l’istallazione di distributori automatici e la vendita allo sportello in 7mila uffici postali. A qualcuno è sembrato francamente troppo e ne ha chiesto l’immediata revoca: «L’offerta dei giochi è finalmente arrivata in Parlamento. Se ne avvertiva il bisogno e me ne compiaccio - ha tuonato il senatore Pdl Raffaele Lauro - a quando le slot machines nella buvette di Palazzo Madama e di Montecitorio, per garantire, a senatori e deputati, un sano intrattenimento nell’intervallo dei lavori parlamentari?», si è ironicamente chiesto l’esponente azzurro. E i tagliandi sono spariti...