Cameriere accoltellato in casa

È in prognosi riservata, nell’appartamento nessun segno di scasso o di furto. Gli inquirenti indagano sulle sue amicizie

Un'aggressione furiosa con diversi fendenti, forse otto, secondo il referto medico, inferti con un coltello da cucina: si è consumato così, ieri mattina, a Milano, un tentativo di omicidio che, sulle prime, sembrava il drammatico epilogo di un furto in casa finito male, e che con il passare delle ore sta invece delineandosi come una vicenda di tipo personale. Ad essere gravemente ferito è stato un giovane di 35 anni, Angelo M., cameriere in una pizzeria di periferia: alle 5.40 di ieri ha telefonato al 113 dicendo «mi picchiano» e chiedendo aiuto. All'arrivo dei carabinieri nell'appartamento, situato in un palazzo di edilizia popolare della periferia sud-est di Milano, l'uomo, sanguinante per le coltellate, era ancora cosciente. Ai militari ha riferito di essersi svegliato di notte, dopo aver sentito dei rumori, e di essersi trovato davanti, nel buio, uno sconosciuto che lo ha accoltellato.
Una versione che, con il passare delle ore, ha convinto sempre meno gli investigatori. Di certo in casa non sono stati trovati segni evidenti che l'ingresso sia stato forzato e il portafogli con i soldi dell'uomo non è stato portato via. Dopo essere stato operato d'urgenza al Policlinico, Angelo M., ora, si trova ricoverato in rianimazione alla Clinica De Marchi, e la prognosi rimane riservata.
I carabinieri, subito dopo l'accaduto, hanno portato in caserma un maghrebino irregolare, trovato a torso nudo e sporco di sangue a una scarpa e a una mano, all'esterno del palazzo: dopo averlo sentito, tendono a escludere che possa essere implicato nella vicenda. Vagliano, invece, con grande attenzione, l'agendina con gli amici del ferito, e in questo senso avrebbero eseguito almeno una perquisizione.

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