Camerini troppo stretti, i ballerini scioperano

Faranno saltare tutte le recite del balletto «L’histoire de Manon»

Non c’è pace per la Scala. Il corpo di ballo è sceso in sciopero e farà saltare tutte le recite del balletto L’histoire de Manon in cartellone al Piermarini. Il casus belli sono gli armadietti che mancano e lo spazio angusto in cui i ballerini sono costretti a cambiarsi, insieme al fatto che certe decisioni sarebbero state prese senza rispettare le competenze: «Non possiamo accettare, oltre al danno obiettivo, il mancato rispetto della dignità professionale».
La tentazione di scioperare era forte da giorni, poi si è accesa la speranza di ricomporre la frattura grazie a qualche concessione, ma alla fine le trattative si sono rotte e i ballerini hanno deciso la guerra delle punte e dei camerini. «A fronte della risposta della direzione, considerata definitiva, sulla disposizione e ripartizione degli spazi funzionali allo svolgimento delle attività professionali, il corpo di ballo dichiara sciopero» è il comunicato ufficiale. I ballerini accusano la direzione della Fondazione di aver fatto abbattere muri in modo «clandestino» durante la notte del 23 settembre scorso, intralciando la produzione della compagnia che era impegnata a lavorare su tre diversi titoli. In più il corpo di ballo non ha affatto gradito il progetto esecutivo che prevede una diminuzione ulteriore degli spazi occupati dai ballerini per consentire la sistemazione di una parte dell'orchestra «arrecando quindi verso il ballo uno stato d'estremo disagio». Una nuova disposizione che, giurano i ballerini che si sentono «ammassati in spazi invivibili», non piace neanche ai musicisti: «Una parte degli stessi orchestrali che ha occupato gli spazi liberati dal ballo, verificato il disagio, ha deciso di tornare ai piani sottostanti più funzionali».
Già nell’aprile scorso questione organizzative avevano portato i ballerini in stato di agitazione. Allora si trattava della trasferta in Messico e l’assemblea per protesta aveva chiesto di cacciare il direttore Frédéric Olivieri.