Cameron: Blair ormai è il passato

Erica Orsini

da Londra

Cravatta blu elettrico, sguardo deciso, un’offerta di collaborazione pericolosa come un’arma a doppio taglio. Gioca duro David Cameron, 39 anni, eletto martedì nuovo leader dei conservatori britannici, nel suo primo faccia a faccia con il premier laburista Tony Blair alla Camera dei Comuni. Ma soprattutto, nel segno di un completo rinnovamento spazza via la tradizione del suo partito e al suo debutto sembra tendere la mano agli avversari laburisti.
«Per prima cosa dovremmo lavorare insieme - ha esordito infatti ieri Cameron nel corso del settimanale “Question Time” - per portare in Parlamento la riforma sull’educazione e farla diventare legge». La proposta di collaborazione sembra genuina, ma chi segue la politica interna britannica sa bene che si tratta di un’offerta strategica. Non è la prima volta che l’esecutivo laburista si trova a dover fronteggiare rivolte interne sul tema delle riforme. È già accaduto con quella della sanità e delle pensioni. Quella dell’educazione - che prevede tra le altre cose una maggiore indipendenza delle scuole pubbliche dalle autorità locali - ha già numerosi oppositori tra i banchi dei parlamentari laburisti.
Così, Cameron sa perfettamente che per Blair sarebbe quantomeno imbarazzante veder approvate le sue proposte proprio grazie al fondamentale appoggio dell’opposizione. «Con il nostro sostegno - ha spiegato ieri il nuovo capo dei tories - non c’è pericolo di vedersi respingere la proposta di riforma al momento del voto alla Camera». Le condizioni richieste per garantire l’appoggio al voto hanno però subito evidenziato le sostanziali differenze tra laburisti e conservatori concedendo a Cameron la possibilità di un ultimo affondo.
«È necessario consentire alle singole scuole di rivedere le proprie politiche di ammissione», ha aggiunto Cameron, ma una simile proposta è stata ritenuta assolutamente inaccettabile da parte di Blair che l’ha definita «regressiva». «Il sistema va bene così com’e», ha risposto il leader laburista scatenando l’attacco che forse tutti si attendevano all’inizio dal suo “sfidante”. «Siete rimasti ancorati al passato - ha ribattuto Cameron -, il nostro sistema educativo ha un disperato bisogno di essere riformato in pieno». E rivolto a Blair ha detto: «Noi siamo il futuro, il premier è stato il futuro».
A disagio e spiazzato, con alcuni dei suoi che rumoreggiavano, il premier ha evitato di rispondere alla provocazione. Nel corso del suo discorso, Cameron ha anche annunciato la costituzione di un gruppo di lavoro parlamentare guidato dall’ex leader conservatore Ian Duncan Smith che si occuperà delle politiche di giustizia sociale e affronterà i temi scottanti della diffusione delle droghe, della crisi della famiglia, della criminalità e della carenza di spazi pubblici. Nei prossimi giorni Cameron dovrebbe anche scegliere i suoi collaboratori per il governo ombra.