Cameron: "La crisi dell'Euro minaccia il mondo I leader si rimbocchino le maniche e agiscano"

Il premier britannico in un'intervista alla <em>Bbc</em> ha invitato i leader europei a &quot;rimboccarsi le maniche e a far funzionare il mercato&quot; perché la crisi dell'Euro &quot;rappresenta una minaccia per l'economia mondiale&quot;. Poi respinge l'idea di un referendum per restare o meno in Europa: &quot;Abbiamo bisogni di quel mercato&quot;

"Rimboccarsi le maniche". Il monito del premier britannico David Cameron è rivolto a tutti i leader europei chiamati a "far funzionare il mercato". Come? Le ricetta del premier inglese si basa su un rafforzamento dei meccanismi finanziari regionale, un maggior coinvolgimento del Fondo monetario internazionale e una riduzione dei livelli di debito.

Il capo di governo inglese ha poi avvisato che la crisi dell'Euro "rappresenta una minaccia per l’economia mondiale". Mentre si apre oggi a Manchester, l’annuale Congresso dei Tories, Cameron ha promesso fino 200mila case in più e 400mila nuovi posti di lavoro. Poi ha respinto l’idea di un referendum per restare o meno in Europa, lanciato dagli euroscettici del suo partito: "L’eurozona rappresenta una minaccia per se stessa, ma anche per l’economia britannica e per l’economia mondiale", ha spiegato il capo di governo che poi ha aggiunto: "Tuttavia sarebbe molto negativa per il Regno Unito, ricordando che, sebbene il Paese non appartenga all’eurozona, realizza il 40% delle sue esportazioni nella regione".

Proprio per questo, ha spiegato Cameron, "il nostro interesse è restare nell’Unione europea perché abbiamo bisogno di quel mercato unico". Intanto il Mail on Sunday ha rivelato che una petizione a favore di una discussione e di un voto dei deputati su un possibile referendum sull’argomento è stata sottoscritta da oltre 100.000 cittadini britannici. Il voto alla Camera - che sebbene non vincolante per il governo, potrebbe mettere Cameron sotto pressione affinché indica un referendum - si terrà quindi nei prossimi mesi, sembra prima di Natale.