Camion uccide 72enne sulle strisce

LA STRAGE SILENZIOSA L’incidente di via Astesani. La donna in bicicletta
è rimasta schiacciata da una betoniera. È solo l’ultima vittima

Il camionista si era debitamente fermato a far passare alcuni pedoni per poi ripartire, una volta avuta strada libera, senza accorgersi che stava sopraggiungendo anche una signora in bicicletta. E l’impatto è stato inevitabile: la vittima, finita sotto le ruote, è morta pressoché sul colpo, rendendo inutili i soccorsi chiamati dallo stesso autista del pesante automezzo. È la seconda vittima in meno di una settimana sulle strade cittadine, una triste contabilità in linea con la media che fissa in oltre 20 i pedoni uccisi ogni anno. Una strage che fa invocare al Codacons controlli più severi e più autovelox nelle strade urbane.
L’ultimo incidente mortale ieri mattina attorno alle 11.20, in via Astesani 32, poco dopo l’incrocio con via George Sand, ad Affori. In quel punto c’è un passaggio pedonale e lì si era regolarmente fermata la betoniera condotta da Gian Luca V., 36 anni, di Seveso, proveniente dal centro e diretta verso via Vincenzo da Seregno. Qualche secondo di attesa poi quando la strada gli è sembrata sgombera ha ripreso la marcia, proprio mentre si accingeva ad attraversare Anna Maria C., 72 anni. La signora proveniva da destra, rispetto il senso di marcia della betoniera e stava con ogni probabilità tornando a casa, in via Novaro giusto dall’altra parte di via Astesani. Data la conformazione della cabina del pesante automezzo, la donna è finita in una sorta di «angolo cieco» che ha impedito all’autista di scorgerla. Questione di un attimo poi l’impatto. Il mezzo si è fermato immediatamente, lo immagini lo fissano proprio a metà dell’attraversamento pedonale. L’uomo è sceso, ha chiamato i soccorsi ma il personale medico inviato dal 118 ha solo potuto constare il decesso della povera signora.
Anna Maria è la terza vittima in pochi giorni, dopo la morte giovedì scorso una ciclista di 51 uccisa sulla Cassanese a Pioltello-Limito e un motociclista di 45 anni in piazzale Corvetto, mentre lo stesso giorno una donna di 39 anni era rimasta gravemente ferita in via Varesina, mentre avevano perso la vita. Pedoni, ciclisti e motociclisti sono infatti i due terzi delle circa 55 morti sulle strade cittadine, che salgono a 160 si tiene conto dei dati dell’intera provincia, nonostante la forte diminuzione della mortalità sulle strada, scesa nel decennio 200-2010 del 42 per cento. Scomponendo i dati infatti, risulta che i decessi di automobilisti sono calati del 52 per cento contro il 24 per cento di pedoni, ciclisti e motociclisti.
«Dati impressionanti» accusa Marco Maria Donzelli, presidente di Codacoms che poi accusa: «Vogliamo sapere perché il Comune non mette autovelox per ridurre la velocità ed aumentare la sicurezza. È dall’aprile 2003 che è possibile installarli, ma dopo otto anni siamo solo a quota 2 sulle 24 previsti dal decreto del prefetto Bruno Ferrante». Il Codacons, per evitare altre tragedie chiede da anni per la trafficata Milano più semafori a chiamata in corrispondenza delle strisce pedonali. Ma anche, contestualmente, di eliminare quei semafori che, senza che ci siano degli incroci, bloccano i veicoli indipendentemente dalla presenza effettiva del pedone, come in viale Fulvio Testi. «Per questo gli automobilisti hanno preso la pessima abitudine di rallentare, senza fermarsi. E il rischio di incidenti, in caso di reale passaggio del pedone, diventa altissimo».