CAMMARIERE «Esalto la capacità di sognare»

Partiamo da un dato di fatto. Sergio Cammariere, raffinato chansonnier di Crotone, «esploso» dopo una «gavetta infinita» grazie al Festival di Sanremo del 2003 con il brano Tutto quello che un uomo (ma 10 anni fa aveva vinto il Premio Tenco!), è un talento fuori dagli schemi nella musica pop d'autore del Bel paese. Un po' come il suo illustre cugino Rino Gaetano. «Sua mamma è sorellastra di mia mamma, ma lo abbiamo saputo solo 15 anni fa», racconta, con senza qualche ritrosia, il cantante, pianista e compositore, classe 1960, erede di quella canzone d'autore «leggera ma con il cuore» che ha reso grandi Endrigo, Lauzi e Bindi. Talenti fuori dagli schemi, lui e Rino, con stili e caratteri diversi. Per non dire opposti: alternativo e iconoclasta nel raccontare la realtà lo sfrontato Jim Morrison calabro-romano; decisamente più soft e minimalista Cammariere, che ricorda ancora con simpatia mista a commozione i suoi trascorsi da musicista da piano-bar in fissa con il jazz al Palace Hotel in piazza della Repubblica a Milano nel lontano 1981.
Domani Cammariere sarà di nuovo in città, stavolta allo Smeraldo, per un concerto alla testa del suo affiatato manipolo di jazzisti: tra gli altri, Amedeo Ariano alla batteria, Luca Bulgarelli al contrabbasso e il quotatissimo Fabrizio Bosso, forse il miglior trombettista jazz della nuova generazione. Un supercombo, col quale si diverte ogni volta a cambiare d'abito le sue rarefatte ballate, dando libero sfogo all'improvvisazione, nel quale trova spazio per la prima volta un chitarrista, Bebo Ferra. «L'uomo e lo strumento giusto - spiega Cammariere - per colorare il live e regalare quell'atmosfera latina, leggera, un po' da bossanova del nuovo album Il pane, il vino e la visione», il terzo della sua carriera, punto di sintesi tra canzone d'autore, jazz ed esplicite influenze brasiliane.
Va da sé che Cammariere nutre un eccellente feeling con Milano: il suo primo dvd dal vivo è stato registrato nel 2003 allo Strehler e, un anno fa, si è tolto addirittura lo sfizio di entrare in un tempio prestigioso della musica come il Conservatorio e, per di più, farsi accompagnare da un'orchestra d'archi. «Qui non mi sento fuori posto - aveva dichiarato all'epoca -. In fondo, oltre al jazz, alla bossanova e alla canzone italiana, i miei riferimenti musicali contemplano i grandi compositori della classica dell'Ottocento e Beethoven».
«Il nuovo disco è l'esaltazione delle cose semplici e della capacità di sognare nella ricerca universale dell'amore, la spinta interiore che muove il mondo», continua il musicista che «canta le parole» (quasi tutti i suoi testi sono infatti scritti da Roberto Kunstler), protagonista all'ultimo Festival dell'emozionante duetto Ti lascerò una rosa con Simone Cristicchi.
Una curiosità: allo Smeraldo si potranno ascoltare in anteprima alcune partiture della colonna sonora del film di Mimmi Calopresti L'abbuffata (con Gerard Depardieu e Diego Abatantuono), nelle sale il prossimo autunno. «Comporre per questo film è stata un'esperienza bellissima - chiosa il calabrese -. L'esaltazione del mio essere musicista».
Sergio Cammariere
Domani ore 21
Teatro Smeraldo, piazza XXV Aprile 10
Ingresso 35/30/25/20 euro