Il Cammino di Santiago tanta fede nella fatica

Per mettere in marcia l’anima occorrono anche buoni piedi Una nuova, dettagliata guida aiuta i pellegrini nel loro tour

Di guide per il Cammino di Santiago ne esistono ormai parecchie. Quella più diffusa era edita da Terre di Mezzo e si caratterizzava per una vistosa copertina gialla, oltre che per la leggerezza della carta che costituiva la gioia di chi doveva portarsela sulle spalle.

Da qualche mese ne è uscita la nuova edizione (Guida al Cammino di Santiago de Compostela, Terre di Mezzo, pagg. 170, euro 17), in carta purtroppo più pesante, a firma di Alfonso Curatolo e Miriam Giovanzana, anche direttrice della collana «Percorsi», che comprende guide dedicate ad altri meno noti e più impegnativi cammini. La peculiarità di quello per Santiago sta, infatti, nel suo essere alla portata di tutti, dal punto di vista fisico ma soprattutto da quello topografico.

Il sentiero è segnalato dalle ormai celebri frecce gialle, con una continua manutenzione, e perdersi, anche se si tratta di settecentoquaranta chilometri, nella versione classica con partenza da Roncisvalle, è piuttosto difficile. Verrebbe da chiedersi allora a che cosa serve una guida, se il percorso non presenta problemi e il servizio turistico spagnolo è attrezzato a sufficienza per fornire al pellegrino tutte le informazioni sul Paese che attraversa e sulle attrezzature di sostegno. Ebbene, per chi intende affrontare il Cammino di Santiago, in tutto o in parte dato che una settimana può rappresentare un’esperienza importante e sono sufficienti gli ultimi cento chilometri a piedi per meritare l’ambita Compostela che certifica l’impresa fatta, l’utilità della guida è duplice.

Innanzi tutto risulta preziosa in fase di preparazione del viaggio, ci fa sapere a che cosa andiamo incontro e come equipaggiarsi. La guida di Curatolo e Giovanzana è austera, da questo punto di vista. Prevede un pellegrinaggio rigoroso e spartano, con pernottamenti nelle camerate degli ostelli e trasporto a spalla di tutti gli averi.

Per chi non ha il fisico o la psiche capaci di tanto, è opportuno ricordare che esistono opzioni più morbide. Ad ogni tappa del Cammino si trovano, accanto agli ostelli nei quali si passa la notte per pochi euro, normali alberghi di non grandi pretese che offrono stanze con bagno a prezzi ragionevoli. Ci sono situazioni nelle quali avere la propria doccia è un grande privilegio. Anche per il bagaglio in eccesso, se non si hanno forze sufficienti per il trasporto o se ci si vuole concedere qualche lusso eccedente i 7-9 chili a testa consigliati dalla guida, ci sono soluzioni a prezzi ragionevoli. Nella Navarra, dove inizia il Cammino, agisce l’organizzazione Jacotrans che per 6-7 euro trasporta un collo da un posto di tappa al successivo. Ogni regione ha il suo omologo.

Attenzione però, si tratta di servizi noti sul Cammino, ma sconosciuti alle reception degli alberghi, soprattutto nei centri maggiori. È opportuno attrezzarsi con i numeri di telefono, che peraltro sono ben pubblicizzati lungo il percorso e nei luoghi di sosta. La guida diventa addirittura preziosa se qualcuno vuole spingersi fino a prenotare gli alberghi nei luoghi dove intende fare tappa, precauzione che può essere opportuna nella stagione di punta, ossia in estate. Sempre al momento dei preparativi è utile decidere la scansione delle tappe.

Già la prima giornata classica mi pare troppo dura nella proposta della guida di Curatolo e Giovanzana. Per chi non sia in allenamento, scendendo da Roncisvalle è forse opportuno fare sosta a Zubiri, dopo 21 chilometri, che per la tappa d’inizio sono sufficienti e non mettono a rischio i piedi. Anche i 37 chilometri da El Burgo Ranero a Leòn mi sembrano molti per un pellegrino non particolarmente dotato nel fisico.

Seconda e altrettanto importane funzione della guida è accompagnare il viandante lungo il Cammino, confortandolo ad ogni passo. Camminare per venti o trenta chilometri senza sapere con una certa precisione dove si è e che cosa ci aspetta è impossibile. Le descrizioni delle tappe sono quindi una lettura obbligata la sera prima di affrontarle, ma non solo. Anche durante il giorno, mentre si cammina, si vuol sapere quale sarà la prossima meta intermedia, quanto manca per raggiungerla e di quali servizi dispone. Ci sono momenti nei quali la vicinanza di un bar mette le ali ai piedi.

Dopo aver detto delle due funzioni primarie della guida è giusto parlare di quella più umile e meno vistosa, quasi clandestina, che pure assolve in modo egregio. È lo strumento attraverso il quale tutti quelli che non hanno fatto il Cammino e non hanno l’intenzione di cimentarsi a breve lo possono conoscere. Chissà.