Camorra, via ai check point con i 500 militari

Da oggi presidiano il territorio i paracadusti della Folgore voluti dal governo per arginare l'emergenza criminalità organizzata in Campania. E a Caserta il corteo di 6mila immigrati contro il razzismo

Caserta - Al via questa mattina nel Casertano i primi check point da parte dei paracadutisti della Folgore, inviati in Campania su disposizione del governo, per aiutare le forze dell’ordine a contrastare la camorra. I parà stanno già effettuando posti di blocco, sia in alcune zone dell’Agro Aversano, tra cui Casal di Principe, sia a Castel Volturno, dove il 18 settembre scorso sono stati uccisi sei immigrati. Ieri mattina il ministro dell’Interno e quello della Difesa, Maroni e La Russa, hanno firmato il decreto che consente l’operatività ai 500 militari inviati a Caserta. I parà si aggiungeranno ai 400 uomini delle forze dell’ordine, già inviati sul territorio nei giorni scorsi. E saranno impiegati per posti di blocco, perquisizioni alla ricerca di armi, controllo di chi è agli arresti domiciliari e per presidiare gli esercizi commerciali a rischio. I soldati non avranno solo presidi statici, ma anche mobili. Per i check point è previsto l’impiego di non meno di due agenti e di almeno sei paracadutisti.

Corteo di immigrati È partito dalla stazione di Caserta il corteo antirazzista organizzato a seguito dell’eccidio di camorra di Castelvolturno. I partecipanti sono alcune migliaia. In testa al serpentone un cartello ricorda i nomi delle sei vittime mentre alle spalle il corteo si snoda raccolto dietro lo striscione "Uniti contro la camorra e il razzismo". La manifestazione, scandita dai ritmi dela musica reggae, si sta svolgendo in maniera del tutto pacifica. La Regione Campania, con un decreto dirigenziale, ha stanziato la somma di 50mila euro a favore del Comune di Castelvolturno per coprire i costi del rimpatrio delle salme dei sei cittadini immigrati africani uccisi dal clan dei casalesi il 18 settembre.