Camorra, arrrestato il "re" di Secondigliano

Dopo tre tentativi andati a vuoto, il boss Vincenzo Licciardi, 43 anni,
reggente del «Cartello di Secondigliano», è stato infine arrestato
dalla polizia

Napoli - Dopo tre tentativi andati a vuoto, il boss Vincenzo Licciardi, 43 anni, reggente del «Cartello di Secondigliano», è stato infine arrestato dalla polizia. Come era già avvenuto poco meno di due mesi fa, con l’arresto dell’altro boss del «Cartello», Eduardo Contini, a mettere le manette a Licciardi «o chiatto» (il grasso) sono stati gli agenti dello Sco di Roma (Servizio centrale opertativo).

Il boss si nascondeva in un villino a Cuma, zona flegrea, con la moglie e un’altra coppia, ora denunciata in stato di libertà per favoreggiamento. Lo Sco ha fatto irruzione nel villino, all’alba di ieri, verso le 4: il boss si è precipitato alla porta, assonnato e ancora in pigiama ma, quando ha visto gli agenti, non ha potuto fare altro che porgere i polsi. Fine della latitanza.

Licciardi era sparito dalla circolazione 5 anni prima, a febbraio del 2003, quando, se l’era squagliata da una colonia agricola. Con Contini e Francesco Mallardo, i Licciardi (oltre a Vincenzo ci sono anche il fratello Piero e la sorella Maria), rappresentano la «testa» del «Cartello di Secondigliano», una delle due aggregazioni criminali - con la cosca dei Mazzarella - più potenti e feroci di Napoli. Il cartello di Secondigliano, che prende il nome dal quartiere a nord di Napoli, ha una potenza economica tale da travalicare abbondantemente i confini nazionali: la cosca, infatti, ha interessi in mezza Europa (Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Austria) e anche in Canada, Australia e Stati uniti. Ingenti i sequestri e le confische subite dal clan: un centinaio di appartamenti, una ventina di società, automobili. Ciononostante le indagini, gli arresti e i sequestri non è che abbiano ridotto sul lastrico il boss. Basti pensare che alla figlia, il boss ha regalato recentemente un piumone ricoperto da Swarowski: valore 40 mila euro, quanto una fuoriserie.

L’indagine sul «Cartello» è stata coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia, il coordinatore Franco Roberti e dal sostituto Barbara Sargenti. Per la giovane pm, una doppia soddisfazione: prima di Licciardi, aveva coordinato le indagini su Contini. «Stima e riconoscenza» alla polizia sono stati espressi dall’ex ministro dell’Interno, Beppe Pisanu.