Camorra, colpo al clan dei Casalesi: 32 arresti

Tra gli arrestati anche Raffaele Bidognetti,
figlio del boss "Cicciotto e Mezzanotte", e Paolo
Schiavone, nipote di Sandokan. <a href="/a.pic1?ID=272885" target="_blank"><strong>Il decalogo del mafioso</strong></a>

Caserta - I carabinieri hanno arrestato all’alba 32 persone appartenenti al clan dei Casalesi, tra Caserta, Roma, Modena, Arezzo e Firenze. In particolare, si tratterebbe di affiliati ai gruppi Bidognetti e Tavoletta-Campiello, operanti nell’Agro Aversano e, in particolare, tra Casal di Principe, Villa Literno e Parete. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere di tipo mafioso,omicidio, porto e detenzione illegale di armi, droga, ricettazione ed illecita concorrenza.

Il blitz dei carabinieri Trentadue ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite nelle prime ore di oggi nelle province di Caserta, Roma, Modena, Arezzo e Firenze dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta nei confronti di altrettante persone ritenute del clan dei Casalesi, appartenenti ai gruppi Bidognetti e Tavoletta-Campiello, operanti nell’Agro Aversano e, in particolare, tra Casal di Principe, Villa Literno e Parete. I militari, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno ricostruito le fasi della guerra per il predominio delle estorsioni e dei traffici illeciti tra i due gruppi criminali, che iniziata alla fine del 1993 ha provocato fino al 2004 oltre 15 morti.

I capi di accusa I destinatari dei provvedimenti restrittivi sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi, traffico di droga, ricettazione ed illecita concorrenza. Tra gli arrestati ci sono anche Raffaele Bidognetti figlio del boss Francesco detto "Cicciotto e Mezzanotte", e Paolo Schiavone, nipote di Francesco Schiavone, il temuto Sandocan. Mentre Bidognetti, 34 anni, ha ricevuto l’ordinanza di custodia cautelare mentre si trovava rinchiuso in carcere, Schiavone, figlio di Francesco Schiavone (cugino omonimo di Sandocan) detto Cicciariello, si trovava in un appartamento. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip presso il Tribunale di Napoli su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia da Raffaello Cantone, Catello Maresca e Annamaria Lucchetta.

La strage di San Michele Le indagini sono partite dopo l’agguato a Massimo Iovine, capozona dei camorristi guidati dal boss Francesco Bidognetti, detto "Cicciotto ’e Mezzanotte" e a quella fu definita la "strage di San Michele". Il 29 settembre del 2003 a Villa Literno, in via Chiesa, due sicari, appartenenti al gruppo di fuoco Tavoletta-Cantiello che si contrapponeva a quello capeggiato da Bidognetti, armati di fucile e pistola affrontarono cinque giovani che si intrattenevano in strada uccidendone due, Vincenzo Natale, pregiudicato di 25 anni e Giuseppe Rovescio, 24 anni, e ferendone in maniera non grave gli altri tre. Il duplice omicidio coincise con la ripresa della faida, avviata nel 1997 nell’ambito della stessa fazione dei casalesi capeggiata da Bidognetti, dalla quale si scisse il gruppo Tavoletta-Cantiello. Autori dell’uccisione di Natale e Rovescio, secondo l’accusa Cesare Tavoletta, Massimo Ucciero, Daniele Corvino e Nicola Fiore. Al duplice omicidio seguirono altri mortali agguati: quelli di Michele Misso, Giuseppe Caiazzo, Domenico Ucciero, tutti del gruppo Tavoletta, di Stefano Aversano, nonchè di Antonio Di Fraia del clan avverso.