Camorra, fucilate agli aerei anti-incendio

Il velivolo colpito mente pescava acqua nel Volturno. Sabotato anche un ponte radio usato per i soccorsi in Iripinia. L’assessore Gabriele: "È un’offensiva del clan dei Casalesi. Creano zone edificabili per le speculazioni"

Napoli - Dalle taniche di benzina ai colpi di fucile; dalle sigarette gettate con noncuranza agli atti di sabotaggio. Mentre il Sud brucia e si contano i morti in Calabria e in Puglia, in Campania la guerra strisciante dichiarata dai piromani allo Stato fa registrare due episodi inquietanti. Un elicottero del servizio antincendio boschivo della Regione Campania raggiunto da una fucilata e una centralina adoperata per il ponte radio messa fuori uso a Montevergine, in Irpinia.

L’emergenza anti-incendi assume così sempre di più i contorni di una lotta contro la criminalità organizzata, così come aveva sottolineato l’assessore regionale Andrea Cozzolino e come non ha mancato di sottolineare anche il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. E così la Campania ora si trova a fronteggiare, oltre al fuoco, anche episodi di intimidazione riconducibili, con ogni probabilità, alla camorra. Entrambi gli episodi sono avvenuti nella giornata di lunedì, ma sono stati resi noti soltanto ieri. L’agguato ai danni dell’elicottero si è consumato nei pressi del fiume Volturno ed è stato reso noto dall’assessorato regionale alle Attività produttive: la fucilata avrebbe prodotto diciotto fori nella benna, il sacco utilizzato per il trasporto dell’acqua. L’elicottero è stato colpito durante la fase di raccolta idrica, ma il danno è stato scoperto solo all’arrivo a Quindici, dove era in corso un incendio di vaste proporzioni. Il velivolo L9 è stato dunque costretto a fare ritorno alla base di San Martino Valle Caudina per effettuare le riparazioni.

Il secondo episodio ha riguardato invece il danneggiamento di un ponte radio utilizzato dalla Regione in Irpinia: i cavi sono stati tranciati di netto con una cesoia, rendendo così impossibili i collegamenti con la sala operativa centrale. Entrambe le intimidazioni sono state denunciate all’autorità giudiziaria e per entrambe è stata aperta un’inchiesta della magistratura.

Questi tentativi di impedire ai Vigili del fuoco di spegnere gli incendi, ha confermato i timori di chi - come l’assessore regionale Corrado Gabriele - denuncia il pesante coinvolgimento della camorra. «Ci troviamo chiaramente di fronte ad un’offensiva della criminalità organizzata e presumibilmente del potente clan dei Casalesi - afferma l’assessore, esponente di Rifondazione Comunista -. I colpi di arma da fuoco che hanno raggiunto un mezzo antincendio della Regione Campania la dicono lunga sugli interessi che si muovono intorno al business degli incendi. Dietro a dei semplici roghi si nasconde un giro d’affari milionario». A giudizio di Gabriele «la camorra punta a creare nuove zone edificabili su cui operare ulteriori speculazioni edilizie».

Intanto, non c’è pace per il territorio e tutte le province campane hanno vissuto una giornata d’inferno che ha visto l’intervento di venti squadre di Vigili del fuoco. Fiamme in Costiera amalfitana, dove è stata chiusa la statale all’altezza di Furore, e a Monteforte Irpino, dove l’intervento di un canadair ha evitato guai peggiori per alcune abitazioni. In provincia di Napoli è cessato l’allarme a Torre del Greco dopo che lunedì gli incendi avevano distrutto una vasta area all’interno del Parco nazionale del Vesuvio. A Napoli, un vasto fronte di fiamme si è sviluppato tra i quartieri di Soccavo e del Vomero in località Camaldolilli. Sul posto sono intervenute quattro squadre dei Vigili del fuoco, ma l’estensione dell’incendio ha reso necessaria la richiesta di un elicottero. Pompieri all’opera anche a Somma Vesuviana per un incendio sviluppatosi nei pressi della strada statale 268: in questo caso sono intervenuti solo mezzi di terra. Per quanto riguarda le altre province, nel Sannio situazione sotto controllo a Frasso Telesino, Sant’Agata dei Goti, Vitulano e Montesarchio. Nel Casertano, focolai attivi anche a Pontelatone in località Montegrande, a Caiazzo, sul monte Alifano e a Piedimonte Matese, dove gli interventi riguardano principalmente attività di bonifica. Fiamme inoltre nel Parco del Cilento, nel Salernitano.

L’ultima piaga che potrebbe colpire la Campania è poi quella di una possibile epidemia. Già, perché Gennaro D’Amato, direttore dell’Unità operativa di malattie respiratorie dell’ospedale Cardarelli di Napoli, lancia l’allarme: «Non è difficile che si diffondano vere e proprie epidemie di asma, come successo in passato non per incendi di foreste ma per nubi tossiche e inquinamento chimico o biologico».