Camorra, il governo invia 500 soldati Maroni: c'è una guerra civile dei clan

Il ministro dell'Interno Maroni annuncia la stretta dopo il massacro di Castel Volturno. La Russa: in Campania per tre mesi. Immigrazione: il consiglio dei ministri ha dato il via libera a 10 nuovi centri di espulsione nelle regioni che ne sono sprovviste. Stretta su ricongiungimenti e asilo

Roma - Il Consiglio di ministri ha dato il via libera all’utilizzo di 500 militari da impiegare nelle aree a maggiore rischio criminalità "Abbiamo varato l’invio di 500 soldati in più nelle aree dove c’è evidente emergenza criminale", la decisione è stata a nnunciata dal ministro dell'Interno Roberto Maroni al termine del cdm. IGli uomini che presidieranno il territorio verranno impiegati soprattutto in check point. Il ministro della Difesa, Ignanzio La Russa ha precisato che i soldati saranno inviati in Campania per tre mesi. Il via libera ai soldati per far fronte all’emergenza criminalità a Caserta era stato proposto dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che aveva sottolineato, a patto che i 500 uomini non fossero sottratti al contingente di tremila militari impegnati nei pattugliamenti delle città.Per quanto riguarda la sicurezza nelle città, La Russa ha detto che l'impiego dei militari dovrebbe essere prorogato di altri sei mesi.

Maroni: temiamo altri episodi, è guerra civile "Temiamo che ci possano essere altri episodi di violenza, per questo abbiamo aumentato la pressione in quell'area in modo da neutralizzare il gruppo di fuoco". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso del programma "Porta a porta". Nel casertano, ha spiegato Maroni, "c'é una vera e propria guerra civile di camorra e quindi vogliamo che lo Stato ridiventi padrone di quel territorio"

Immigrati: nuovi centri di espulsione Approvato anche un decreto legge che prevede stanziamenti per la realizzazione di dieci nuovi centri per l’identificazione ed espulsione (Cie) nelle regioni che ne sono ancora sprovviste. Maroni ha sottolineato che la decisione di accelerare l'iter è dovuta all'aumento dei clandestini arrivati in Italia nel 2008: il 60 per cento in più.

Stretta su ricongiungimenti e asilo "Sui ricongiungimenti c’è una stretta. Ci sono condizioni limitative per il coniuge, i figli maggiorenni e i genitori. Si richiede la stipula, soprattutto per gli ultra-65enni, di un’assicurazione sanitaria", ha spiegato Maroni. Per quanto riguarda la richiesta di asilo, il ministro ha sottolineato che nel 2007 ci sono state più di 14mila domande, oltre la metà delle quali accolte. Esiste dunque "la necessità di definire meglio le procedure per evitare abusi". Maroni ha poi precisato che i due decreti "non sono cambiati nel contenuto rispetto all’approvazione di fine luglio".

Test del dna l test del Dna per gli immigrati che chiedono il ricongiungimento familiare sarà a carico del richiedente. Spiega Maroni: "Se l’autorità consolare non è in grado di accertare l’identità di chi fa domanda di asilo nel caso di parentela, il console richiede a chi chiede di entrare il test del Dna con spese a carico del richiedente".

"No ai domiciliari per chi è accusato di mafia" È la posizione espressa dal ministro dell’Interno commentando l’ultimo episodio in Campania, il titolare del Viminale sottolinea che si è trattato di "un fatto grave, cui abbiamo risposto subito inviando 400 unità delle forze dell’ordine". Ieri, "l’arresto di una persona che riteniamo sia coinvolta nella strage di Castel Volturno. Abbiamo apprezzato il fatto che la magistratura abbia contestato anche l’aggravante di terrorismo".

Polemica con Veltroni "Sono sconcertato - afferma Maroni - per le polemiche sollevate dalla sinistra e dal leader del Partito democratico Veltroni, che chiede conto al governo sul fatto che siano stati concessi gli arresti domiciliari. E' evidente a tutti, tranne che al segretario del Pd, che a concedere gli arresti domiciliari non è il governo ma la magistratura".