Camorra: maxi blitz con 66 arresti Colpo ai Casalesi: preso il boss Letizia

In carcere oltre 66 persone accusate di associazione a delinquere, omicidio e spaccio. Nella notte arrestato anche il reggente dei Casalesi ancora latitante

Napoli - Il maxi blitz delle forze dell’ordine contro il clan Amato-Pagano di Secondigliano ha portato fino ad ora 61 persone in carcere, la maggior parte delle quali incensurate, più 5 minori all’epoca dei fatti, di cui uno tutt’ora minorenne; 6 i provvedimenti restrittivi notificati in carcere. Inoltre, grazie ad indagini patrimoniali della guardia di finanza, al clan sono stati sottratti 5 milioni di euro, dando esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo nei confronti di 21 persone.

Cinque milioni di beni sequestrati I beni sequestrati sono frutto di riciclaggio e sono costituiti in parte da aziende e conti correnti in Italia, in parte da quattro rapporti bancari a Montecarlo e di questi uno è della moglie del boss Raffaele Amato, Elmelinda Pagano, una società immobiliare a Barcellona e due terreni in provincia di Malaga, sulla Costa del Sol. Tutti i beni, sottolineano gli inquirenti, sono direttamente riferibili a Raffaele Amato e su un solo conto corrente presso la Banca Monegasca di Gestione di Montecarlo sono risultati depositati 3 milioni di euro, il risultato di complesse operazioni anche finanziarie estero su estero. Questa ordinanza di custodia cautelare è stata notificata anche in Spagna al boss catturato domenica scorsa dopo una latitanza durata tre anni.

Centoquattro misure cautelari Il gip del tribunale di Napoli aveva autorizzato 104 misure cautelari, e per i minorenni altre 5; 36 persone, dunque, sono ancora da rintracciare. In pratica, 80 dei destinatari della misura erano affiliati al clan Amato-Pagano, 4 al clan di Lauro e uno al clan Ricciardi. I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere di stampo camorristico, al traffico di droga e gestione di piazze di spaccio, a tre omicidi, alla detenzione e porto abusivo d’arma, alle estorsioni, al sequestro di persona, alla corruzione di appartenenti alle forze dell’ordine (arrestato anche un carabiniere non più in servizio, Massimiliano Liguori), al riciclaggio.

Arrestato anche il nipote di Raffaele Amato Tra i minori arrestati, anche il nipote e omonimo del boss, Raffaele Amato, oggi diciannovenne, molto amato dallo zio è, per gli inquirenti, con un ruolo apicale nel clan, accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso e spaccio di droga; tra i suoi precedenti, anche l’aver ’pescatò i responsabili del furto dell’auto della fidanzatina. Sfuggito alla cattura Cesare Pagano, l’altro capo del clan, ed Elio Amato, fratello del boss, che era stato fermato in Spagna domenica scorsa ma rilasciato perchè due giorni fa a suo carico non doveva essere eseguito alcun provvedimento.

In carcere anche la moglie di Pagano Nel maxi blitz contro gli scissionisti è stata arrestata anche Ermelinda Pagano, 34 anni, moglie del boss Raffaele Amato, arrestato domenica nella hall di un albergo di Marbella (Spagna). Nelle 109 ordinanze di custodia cautelare emesse dalla procura di Napoli, sono comprese circa 8 donne; in particolare un’intera famiglia composta da madre e tre figlie, arrestata insieme al marito di una delle ragazze. Arresto anche per uno scissionista che si trovava in un albergo di lago Patria con la fidanzata. Uno degli arrestati è stato sorpreso con la valigia piena di vestiti, soldi e medicine, in procinto probabilmente di scappare.

Casalesi: arrestato il boss Letizia Il boss è stato catturato all’interno di un’abitazione in via Cilea a San Cipriano d’Aversa, nel Casertano. Il latitante, già noto alle forze dell’ordine, era irreperibile da oltre un anno ed era destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere emessi il 7 aprile 2008 e il 26 marzo 2009 dal gip di Napoli per i reati di associazione per delinquere, estorsione e altro. Letizia, anche per i suoi rapporti familiari, è ritenuto uomo di vertice e di assoluta fiducia del capoclan Francesco Bidognetti, detto "Cicciotto" e mezzanotte, detenuto in regime di 41bis. La madre, Esterina Pagano, attualmente in carcere per 416bis, riciclaggio e turbativa d’asta, è la zia materna di Domenico Bidognetti, mentre il cugino, Giovanni Letizia, era uno dei componenti del gruppo "stragista" che faceva capo a Giuseppe Setola.