Camorra, preso il super latitante Pasquale Russo

In manette il capo storico dell’omonimo
clan camorristico. Latitante dal maggio 1993 fu più volte condannato all'ergastolo per vari omicidi: era inserito da
16 anni nell’elenco dei 10 latitanti più pericolosi. <strong><a href="/interni/camorra_preso_superboss_salvatore_russo/cronaca-omicidio-giustizia-camorra-arresto-latitante-boss_salvatore_russo/31-10-2009/articolo-id=395364-page=0-comments=1">Sabato l'arresto del fratello Salvatore</a></strong>

Nucleo - Nuovo, durissimo colpo alla camorra. I carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno localizzato e arrestato il latitante Pasquale Russo, 62 anni, capo storico dell’omonimo clan camorristico, latitante dal maggio 1993 e inserito da oltre 16 anni nell’elenco dei 10 latitanti più pericolosi a livello nazionale, più volte condannato all'ergastolo per vari omicidi e per associazione per delinquere di tipo mafioso. Soddisfatti il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e il collega all'Interno, Roberto Maroni: "Straordinaria vittoria dello Stato".

Decapitato il clan Russo All’alba è finita anche la latitanza di Pasquale e Carmine Russo. Dopo la cattura di Salvatore, infatti, i due fratelli, anch’essi inseriti nell’elenco dei ricercati più pericolosi d’Italia, sono stati localizzati e arrestati a Sperone, nell’avellinese. Catture che, di fatto, hanno decapitato la potente organizzazione che agiva e controllava l’intero agro nolano. Le forze dell’ordine, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno bloccato i due in un casolare. Pasquale, 62 anni, capo storico dell’omonimo clan, era latitante dal 25 maggio 1993 mentre Carmine, 47enne, era irreperibile dal maggio 2007. Le due "primule rosse" sono state individuate dopo diversi giorni di osservazione, controlli e pedinamenti anche grazie all’utilizzo di sofisticati sistemi tecnologici.

L'irruzione e l'arresto La scorsa notte si è deciso di intervenire scendendo dal cavalcavia dell’autostrada Napoli-Bari effettuando un’irruzione lampo che ha reso impossibile la fuga dei due. Pasquale Russo, già condannato più volte all’ergastolo per diversi omicidi, associazione di tipo mafioso e altro, prima di essere condotto in carcere ha chiesto di prendere il suo bastone e una coppola così come fece il noto latitante Carmine Alfieri arrestato a Saviano (Napoli) l’11 settembre del 1992. Un vero e proprio "padrino", dunque, che aveva costituito nell’area nolana un clan che si caratterizzava per la stretta affinità con le famiglie mafiose. Numerosi riscontri processuali, infatti, hanno provato in maniera inequivocabile le sue relazioni con i capi di Cosa nostra siciliana per i quali era il referente in Campania. Una consorteria criminale, quella dei fratelli Russo, caratterizzata da una capacità di intimidazione molto forte, che si esplicava soprattutto mediante attività estorsive, dirette verso qualsiasi iniziativa economica e da una spiccata capacità "imprenditoriale" nel reinvestimento e riciclaggio dei proventi illeciti.

Nel covo un libro sui clan C’era anche una copia del libro La camorra, del giornalista Gigi Di Fiore, nel covo dove sono stati catturati i fratelli Pasquale e Carmine Russo. I carabinieri hanno sequestrato una pistola Beretta calibro 9x21 con matricola abrasa, due caricatori con relative munizioni, un visore notturno e un rilevatore di microspie. Nel casolare dove i due si nascondevano c’era anche una parrucca, probabilmente utilizzata per travestimenti.

La soddisfazione di Alfano "La brillante operazione dei Carabinieri che, oggi, ha portato all’arresto di Pasquale Russo, fratello del latitante catturato ieri, dimostra con quanta instancabile forza si stia lavorando, tutti insieme, per conseguire risultati straordinari nelle azioni di contrasto contro le organizzazioni criminali", ha affermato il ministro della Guardasigilli che, questa mattina, ha sentito, per congratularsi, il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore. "Esprimo il mio plauso - ha aggiunto Alfano - al generale Leonardo Gallitelli, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, da sempre impegnati, con professionalità e coraggio, nell’affermazione dello Stato sulle logiche criminali del malaffare, a salvaguardia delle istituzioni democratiche e dei cittadini".

Maroni: "Giornata da incorniciare" "Un’altra giornata da incorniciare dopo quella di ieri, frutto della straordinaria sinergia in Campania tra Forze di Polizia e Magistratura, che testimonia l’efficacia dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata messa in atto dal Governo", ha commentato del ministro dell’Interno Roberto Maroni che ha telefonato al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli per congratularsi degli arresti di Pasquale Russo e del fratello Carmine. "Il cerchio ora si stringe attorno agli ultimi due superlatitanti Zagaria e Iovine", ha concluso il numero uno del Viminale.