Camorristi infiltrati nel popolo anti-discarica

Giugliano (Napoli)Un vicequestore e cinque poliziotti sono finiti all'ospedale, colpiti dai sassi lanciati dai manifestanti, che ostruivano il passaggio agli autocompattatori diretti al sito «Taverna del Re» di Giugliano (Napoli), per sversare i rifiuti, non solo della zona ma anche di Napoli e di altri comuni della provincia. Una soluzione temporanea, ancora una settimana al massimo ma non gradita da un centinaio di cittadini che già da 6 giorni stanno manifestando contro la riapertura del sito, tre anni dopo la sua chiusura. Fino a due giorni fa, la protesta era stato poco più che simbolica: qualche sit in, spintoni con le forze dell'ordine, intervenute per favorire l'ingresso dei camion a Taverna del Re ma, scontri veri e propri, in stile Terzigno per intenderci, almeno fino a ieri, non ce n'erano mai stati.
Ieri pomeriggio, invece, la protesta nel giuglianese «ha fatto un salto di qualità» ha poi spiegato un investigatore. Infatti, tra i soliti cento manifestanti che solitamente presidiano il sito si sono infiltrate «delle facce diverse, brutte facce, camorristi?» ha spiegato uno dei poliziotti dopo gli scontri, durante i quali, oltre ai sei poliziotti, sono rimasti feriti anche 3 dimostranti. Una donna è stata anche colta da malore.
La «nuova» situazione venutasi a creare a Giugliano è simile agli accadimenti avvenuti a Terzigno, nei pressi della discarica Sari. Le proteste erano iniziate ad opera di cittadini che contestavano l'apertura di una seconda discarica, a Cava Vitiello e contro i miasmi provenienti dal vecchio sito. Poi, con l'arrivo di Bertolaso a Napoli, inviato dal premier Berlusconi, per risolvere la questione di Terzigno (funzione esauritasi ieri, dopo i dieci giorni previsti), le proteste si erano placate nell'attesa della bonifica della discarica e la promessa di eliminare dalla «agenda» l'apertura del secondo sito nella cittadina vesuviana.
Nonostante i boicottaggi e gli assalti alle «divise», ieri alla Taverna del Re hanno scaricato una trentina di autocompattatori. La tensione è altissima. «La protesta a Giugliano ha preso una brutta piega. Ci aspettiamo che anche qui, come è avvenuto nelle scorse settimane a Terzigno, ci lancino contro le bottiglie molotov» dice preoccupato un poliziotto del Reparto mobile.
Ma, due notti fa, la violenza è nuovamente andata in scena a Terzigno. Nonostante l'accordo firmato da 18 sindaci dell'area vesuviana, con il Premier Berlusconi, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, il Presidente della Giunta regionale della Campania e il Prefetto Andrea De Martino, i talebani del Vesuvio non hanno deposto le armi. L'accordo prevedeva la bonifica della Sari, la riapertura solo per servire i comuni della cinta vesuviana la certezza che Cava Vitiello non sarebbe mai stata aperta e la cessazione delle proteste. Cosi è stato: la bonifica e' stata eseguita, la Sari (ieri primo giorno di riapertura) solo per la zona vesuviana e la Cava Vitiello chiusa per sempre. Solo un punto non e' stato rispettato: la cessazione delle ostilita'. Nella notte tra martedi e mercoledi, infatti, in via Zabatta, tra Terzigno e San Giuseppe Vesuviano i dimostranti hanno assaltato un auto compattatore: hanno fatto scendere l'autista e poi hanno dato fuoco al mezzo con una molotov. Un'altra 'bella' perdita per l'erario.
Dopo la battaglia di Taverrna del Re, 9 consiglieri comunali di Giugliano hanno annunciato le loro dimissioni per protestare contro l'amministrazione di centrodestra accusata di aver adottato una linea morbida contro la decisione di riapertura del sito di Taverna del Re. Il centrosinistra ha invitato alle dimissioni anche i colleghi della maggioranza, dissenzienti con la decisione di riaprire il sito, chiuso tre anni fa. In serata i dimostranti hanno bloccato la trafficatissima Circumvallazione esterna, che collega una quindicina di comuni a nord di Napoli. Il traffico è impazzito, ostaggio di una decina di talebani antidiscarica.
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