Perù, campagna contro i ritardi

Lima - I peruviani sincronizzino gli orologi. Da oggi, a mezzogiorno spaccato, l'hora peruana, ossia la tolleranza di circa un'ora negli appuntamenti caratteristica del Paese, deve essere "una cosa del passato", (rac)comanda il governo. L’inusuale campagna nazionale "per la puntualità" ha preso il via oggi, alle 12 in punto, quando il presidente del Perù, Alan Garcia, affiancato da un nugolo di ministri, parlamentari e funzionari di governo, ha fatto suonare alcune sirene nella Plaza Mayor di Lima e le campane delle chiese.

Il presidente del Perù Garcia si è impegnato in prima persona nella campagna per convincere i peruviani "a porre fine alla nostra pessima e nefasta abitudine di non essere puntuali. È ora di smetterla di non arrivare a tempo e di non andarsene nel momento giusto", ha detto il capo dello stato, sostenendo che tutto ciò, "non solo è una mancanza di rispetto per il prossimo", ma provoca anche un costo che, a suo dire, "si aggira attorno ai cinque miliardi di soles all'anno", oltre un milione e mezzo di dollari. L'ora peruviana fa infatti perdere alla Nazione "3mila milioni di ore produttive e ci impedisce di essere competitivi", ha chiarito il presidente. Puntualità, secondo Garcia, significa "rispetto e convivenza civilizzata".
Per il ministro della Difesa, Allan Wagner Tizon, la campagna rappresenta "un importante cambiamento culturale per il Paese".

L’inchiesta Secondo un'inchiesta dell'agenzia Apoyo, oltre il 90% dei peruviani approva questa iniziativa. Nonostante sia un difetto nazionale, il 67% degli intervistati ammette che presentarsi in ritardo è una mancanza di rispetto verso le altre persone. I ministri si sono impegnati a dare il buon esempio, annunciando di iniziare tutte le loro attività pubbliche all'ora esatta.