Campagna contro l’influenza

Paola Setti

Come in un derby: tutto esaurito e le forze dell’ordine a fare cordone per garantire la sicurezza. Rapallo. Domani il consiglio comunale vota la mozione di sfiducia al sindaco Armando Ezio Capurro e il clima non è dei migliori.
I 99 posti a sedere in aula, e solo 21 sono quelli riservati ai consiglieri, promettono di essere tutti occupati. Polizia municipale e carabinieri sono stati mobilitati per scongiurare disordini. Se la seduta, fissata alle 21.15, si preannuncia infuocata, l’esito, a meno di colpi di scena dell’ultimo minuto, appare scontato. Dopo Il Gabbiano la settimana scorsa, ieri anche l’Unione ha ribadito, in una conferenza stampa, che «non possiamo fare altro che votare la sfiducia», con le parole di Nicola Costa il capogruppo. L’appello è a mantenere la calma in aula, perché, spiega Riccardo Cecconi di Rifondazione comunista: «Non mi fido del presidente del consiglio Maurizio Roncagliolo: se il consiglio comunale degenererà, sarà l’occasione per Roncagliolo di rinviare nuovamente la seduta, rimandando così la decisione sulla sfiducia». Quanto al patto proposto del sindaco di rinviare la sfiducia per approvare il bilancio 2007 prima di consegnare la città a un commissario, non se ne parla: «L’ultimo salvagente lo abbiamo lanciato quando abbiamo proposto a Capurro di votare le delibere che lui riteneva importanti per la città prima della mozione - dice Cecconi -. Ma anche su questo la risposta è stata negativa. Non abbiamo trovato un accordo in due anni di legislatura, figuriamoci se lo avremmo raggiunto per la votazione del bilancio».
Se i consiglieri comunali che ne chiederanno la testa lamentano l’«assoluta mancanza» di confronto da parte del sindaco e una gestione fin troppo «manageriale» del Comune, spunta anche il caso di due rapallesi che hanno denunciato e querelato il primo cittadino per offese e diffamazione. Marco e Claudio Gramegna, l’uno avvocato l’altro medico, l’hanno visto in tv, il sindaco che, nome e cognome, li insultava. Era la seduta del consiglio comunale del 29 luglio scorso, si discuteva la realizzazione di un parcheggio di 5 piani sulla via Aurelia, in una zona di verde pubblico. «Io mi ero opposto presentando delle osservazioni, da privato cittadino, in sede di conferenza di servizi - racconta Marco Gramegna -. Il sindaco ha pensato bene di intervenire in aula insultando me e mio fratello». E loro lo hanno denunciato.