«La campagna elettorale di Burlando la pagano i liguri con le loro tasse»

(...) il mio volto, ma le ho sempre pagate di tasca mia». Ed ecco il punto centrale della polemica di Pdl e Lega Nord. Le campagne comunicative fatte in prima persona. «Ok alle informative su giornali locali, radio e televisioni-commenta Nicola Abbundo-. Anche perché i media locali sono quelli che più di tutti coprono anche le informazioni istituzionali. Ma cosa c’entra il volto di Burlando e quelle interviste pagate con il bilancio dei liguri?». Il più adirato dagli spot dell’era burlandiana è Luigi Morgillo, primo firmatario dell’interrogazione presentata in consiglio per chiedere conto alla giunta. «Ma i conti sono già piuttosto chiari. Non sono stati completamente utilizzati i fondi per il 2007 ed il 2008 ma per il 2009 sono stati stanziati altri soldi per rappresentanza e comunicazione -attacca-. Per quale ragione si investono nuove risorse, quando una parte di quelle dello scorso anno sono rimaste inutilizzate? Ci sono 8 milioni a bilancio per la comunicazione istituzionale: decisamente uno sproposito». Poi ci sono i paragoni con la giunta Biasotti. «I dati del 2004 parlano chiari -continua il consigliere-. Non si superano i 2,5 milioni». L’affondo è servito sempre da Morgillo: «Chiederemo il controllo da parte del Corecom e della Corte dei Conti. Ci vuole una verifica per questa pubblicità “ad personam”».
C’è anche una lettera a direttore e segretario generale della Regione per chiedere direttive vincolanti perché non si creino commistioni tra comunicazione e informazione istituzionale e pubblicità personale del presidente. E, a proposito di lettere, Francesco Bruzzone, capogruppo Lega Nord, ne sventola una arrivata a casa sua. Spedita da Burlando che lo invitava a partecipare ad una sua conferenza e gli illustrava gli interventi effettuati con fondi regionali nella sua zona: «Peccato che in queste lettere -dice Bruzzone- il presidente citi anche casi in cui gli stanziamenti risalgano alla giunta di centrodestra». L’ultima iniziativa è la richiesta di modifica alla legge regionale che disciplina le attività di informazione. Con la predisposizione di un piano annuale di comunicazione e informazione, che deve essere portato all’attenzione e al voto del Consiglio entro un termine predeterminato per garantire maggiore trasparenza.
Pacata la replica di Burlando che si dice «meravigliato» dall’attacco, «visto che la comunicazione istituzionale è un dovere dell’amministrazione e desta l’interessa delle persone». Burlando, inoltre, sostiene di aver investito il 12 per cento in meno rispetto a Biasotti in tema di comunicazione. «Se teniamo conto anche dell’inflazione la spesa in comunicazione della mia giunta è stata addirittura del 22 per cento inferiore alla loro. È vero che ho puntato di più su televisione, radio e giornali e meno su presentazioni di libri e convegni come hanno fatto loro. Ma spendo meno».