Campagna elettorale, un finale zoppo

Stefania Scarpa

È una campagna elettorale zoppa quella che si chiude oggi a Roma. Le condizioni di salute del sindaco Walter Veltroni non sono migliorate e quindi è definitivamente tramontata l’ipotesi di «salvare» il previsto faccia a faccia televisivo a «Matrix». E il sindaco uscente dovrà anche rinunciare a presenziare agli appuntamenti previsti per oggi. Comizi e concerti in cinque piazze delle periferie si svolgeranno lo stesso ma senza di lui.
Per Veltroni, ricoverato da mercoledì mattina nel reparto solventi del policlinico Gemelli, ieri è stato un giorno difficile, nel quale l’imminente appuntamento elettorale è sbiadito di fronte alle preoccupazioni per la salute. Malgrado la terapia antibiotica, la febbre a 40° gradi che aveva colpito Veltroni in seguito ai calcoli renali trascurati non è diminuita per tutta la mattinata, al punto da spingere i medici che lo hanno in cura a sottoporre nel pomeriggio il sindaco a un piccolo intervento chirurgico della durata di circa un’ora per posizionare uno «stent» endoureterale a scopo antalgico e antinfiammatorio. A operare Veltroni è stato il professor Pier Francesco Bassi, direttore della clinica urologia del Gemelli. L’intervento è avvenuto in anestesia totale: il sindaco ha lasciato la sua stanza al decimo piano del Gemelli intorno alle 16 per rientravi alle 17. Già dopo l’operazione, secondo lo staff del sindaco, lo stato febbrile «è leggermente diminuito».
Preoccupata la moglie di Veltroni, Flavia: «Spero di portarlo a casa il prima possibile - ha detto - anche se aspetteremo ciò che diranno i vertici perché altrimenti rischiamo di rientrare nel vortice. Aspettiamo di vedere come passerà la serata e la nottata perché proprio in quelle ore la febbre sale».
Per tutta la giornata di ieri al sindaco sono giunti a getto continuo messaggi di auguri, tra i quali quello commovente di una bimba di 13 anni ricoverata nel reparto di neurochirurgia infantile dello stesso ospedale: «Caro sindaco - si legge nella letterina - lo so anch’io cosa si prova quando si sta male, ma so anche che con l’aiuto dei dottori bravissimi di questo ospedale io e lei potremo guarire presto».
In mattinata il candidato sindaco del centrodestra Gianni Alemanno ha cercato di fare nuovamente visita al suo avversario nella corsa al Campidoglio, ma ciò non è stato possibile perché al sindaco ammalato è stato imposto di limitare al massimo le visite. Alemanno ha ribadito i migliori auspici di pronta guarigione a Veltroni, ma si è anche detto preoccupato che la malattia del sindaco possa far terminare prima del tempo la campagna elettorale. Alemanno si è rassegnato alla cancellazione del faccia a faccia televisivo ma ha richiesto a gran voce un confronto di altro genere tra i due schieramenti, perché «vinca il migliore ma non il silenzio». «Spero - ha detto l’ex ministro - si possano fare in tv e in radio dei faccia a faccia fra le squadre rivali confrontando i programmi. Facciamo parlare gli assessori e i consiglieri capitolini. Che non si strumentalizzi la malattia del sindaco per far concludere anticipatamente questa campagna elettorale già troppo breve a causa delle elezioni politiche».
Chi non si è fatto certo fermare dai problemi di salute del sindaco è la Fiamma Tricolore. Alcuni esponenti della compagine di estrema destra sono andati ieri al Gemelli ma non per far visita all’illustre ammalato, bensì per srotolare uno striscione di 12 metri: «Quaranta milioni di euro per l'Ara Pacis, zero euro per le case popolari, questi sono i “calcoli” che fanno davvero male». Lo striscione è stato immediatamente sequestrato dalle forze dell’ordine.