La campagna di Letizia? "Fare il sindaco"

Nessuna fretta e niente spot. La Moratti lancerà la sua candidatura dopo il 20 marzo e ha fermato gli stampatori dei manifesti elettorali. Ad aprile sarà spedito ai milanesi un libro sui cento progetti <br />

Chi va piano dice il proverbio... E la Moratti ha scelto di non correre dietro all’avversario del centrosinistra. Che ha già lanciato ieri la campagna elettorale con una kermesse al teatro Dal Verme, distribuendo gadget e provando a spegnere il caso «Affittopoli-Pisapia» che lo ha travolto sparando più forte. Tra i primi impegni da sindaco promette una moschea e le unioni di fatto. Il piano di Letizia Moratti? Non c’è fretta, «la migliore pubblicità è continuare a lavorare e fare il sindaco» continua a ripetere ai suoi. Moltiplica le visite a centri anziani, gira per mercati e ospedali, ma ha fermato gli stampatori. Solo dopo il 15 marzo compariranno i manifesti elettorali con le promesse da candidata (per ora ha puntato su cartelloni senza volto e simboli, solo con i numeri dei risultati raggiunti per verde, sicurezza, illuminazione, posti nido). Non a caso «lavoro» sarà anche la parola tormentone degli spot elettorali. Tra fine marzo e inizio aprile invece comincerà a inviare alle famiglie un corposo libretto di oltre cento pagine con «I cento progetti» e le immagini delle opere realizzare nei cinque anni di mandato. Trattasi di materiale elettorale e quindi non a spese del Comune, ovviamente. Il lancio della candidatura è rimandato almeno a dopo il 20 marzo, alle studio diverse ipotesi, una grande festa a teatro o una kermesse, sicuramente un evento popolare a cui dovrebbe partecipare il premier Silvio Berlusconi. M« «non c’è fretta» è l’input del sindaco che ogni lunedì aggiunge un tassello al piano di comunicazione con i vertici cittadini del Pdl. É diventata un’abitudine il pranzo nella sua abitazione a pochi passi da corso Vittorio Emanuele. Una campagna corta, lo scontro diretto con gli avversari sarà ristretto a un mese o poco di più.
Mettono in moto la macchina invece gli assessori e consiglieri di maggioranza. Maurizio Cadeo (Arredo urbano) ha già prodotto i «santini» che richiamano le luminarie natalizie che tanto hanno fatto parlare, nel bene o nel male, e un sito internet che spazia dai progetti di illuminazione delle chiese all’angolo del tifoso. Era pronto a lanciarsi in una lista civica ma c’è il simbolo del Pdl sul manifesto con cui l’assessore Giampaolo Landi di Chiavenna si ricandida «per una Milano in salute», come recita lo slogan che dal primo marzo comparirà sui muri. Il vicesindaco Riccardo De Corato, recordman di preferenze, punta sui numeri per la sicurezza, «meno 34% di reati in tre anni» o «meno 6.500 nomadi abusivi in 4 anni». E dovrà «scontarsi» con i leghisti ovviamente sul tema concentreranno slogan e manifesti. Ma sarà una campagna giocata più su internet, radio e tv locali che sui muri. Passati i tempi di «padania libera» scritta a caratteri cubitali sui cavalcavia, i lumbard ora si affidano ai «muri» ma solo quelli di facebook. Un tam tam più immediato. Esclusi i manifesti personalizzati, per i lumbard niente nomi ma solo slogan di partito. A banchetti verranno distribuiti cioccolatini e borse della spesa di stoffa con il simbolo del Carroccio, il capogruppo Matteo Salvini milanista di ferro con il mal di pancia ha fatto stampare i calendari tascabili con il calendario di campionato «firmato» Lega e con l’indirizzo del suo sito internet anche per i tifosi juventini e interisti.