Al via la campagna di prevenzione per il tumore del colon

In caso di positività del test sarà garantito un approfondimento diagnostico

Una campagna di prevenzione consentirà, grazie alla collaborazione tra Ageing Society-Osservatorio Terza Età e Ipa (l’Istituto di assistenza dei dipendenti comunali), di effettuare gratuitamente il test per la prevenzione dei tumori del colon-retto. L’annuncio è stato dato nel corso di un convegno svoltosi a Palazzo Madama. Hanno partecipato Ignazio Marino e Cesare Cursi, rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato; il professor Emilio Mortilla, presidente di Ageing Society-Osservatorio Terza Età; il dottor Enrico Fantauzzi, presidente dell’Ipa; il dottor Gianpaolo Girotti, consigliere delegato Alfa Wassermann. Sono anche intervenuti il professor Giuseppe Dodi, presidente dell’Associazione Italiana Stomizzati, il dottor Francesco Diomede, presidente della Federazione Italiana Incontinenti, il dottor Luca Cipriani, presidente dell’Associazione «Simeone e Anna Onlus»; il professor Francesco Schittulli, presidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.
A proposito della campagna di prevenzione è stato spiegato che in caso di positività al test, verrà assicurato un approfondimento diagnostico e terapeutico da parte delle strutture sanitarie pubbliche che saranno tempestivamente indicate agli interessati. I test per la prevenzione sono assicurati da una donazione della società Alfa Wassermann.
«Obiettivo della campagna di comunicazione - ha detto Cursi - è quello di riproporre l’importanza di una efficace prevenzione, in linea con il Piano sanitario nazionale 2006-2007 del ministero della Salute, sensibilizzando l’opinione pubblica su una patologia che rappresenta una delle più frequenti cause di morte per neoplasia nei Paesi occidentali». «Nei Paesi dell’Unione europea - ha spiegato ancora l’esponente di An - il carcinoma del colon-retto è la seconda neoplasia per frequenza. Sono 28mila i nuovi casi diagnosticati ogni anno in Italia e 18mila i decessi. Ridurre la mortalità e l’incidenza del carcinoma del colon-retto è possibile soltanto attraverso l’identificazione precoce del tumore mediante un efficace metodo di screening nei soggetti a rischio appartenenti alla fascia di età fra i 50 e i 74 anni». «Occorre mettere in rilievo - ha concluso il vicepresidente della commissione della Sanità - la buona sanità silenziosa, orientata al contenimento della spesa, all’appropriatezza delle prestazioni, al potenziamento e alla valorizzazione delle risorse, all’uso corretto dei farmaci e soprattutto all’erogazione di servizi d’eccellenza senza distinzioni territoriali: un Servizio sanitario nazionale che sia per tutti, ovunque, efficace ed efficiente».