La campagna di Russia di Federlegno e Intesa

È boom di mercato per i mobili made in Italy

Antonio Risolo

nostro inviato a Mosca

Banca Intesa e Federlegno hanno firmato ieri a Mosca un accordo a sostegno delle aziende italiane in Russia in concomitanza con l'inaugurazione della seconda edizione dei Saloni WorldWide, la più grande manifestazione fieristica tutta italiana organizzata dal Cosmit. Da tempo la Russia è il mercato che ha visto crescere maggiormente le esportazioni dell'Italia nel 2005: più 17% nel legno-arredamento, più 18% nei mobili. Mosca è il quinto cliente nei mobili con un mercato di dimensioni pari al 60% di quello degli Stati Uniti. «Grazie alla convenzione - ha detto Roberto Snaidero, presidente di Federlegno - tutte le imprese associate potranno contare sul supporto di un importante istituto di credito russo, in grado di garantire un'analisi approfondita del progetto di sviluppo dell'azienda italiana e di fornire indicazioni importanti sulla possibilità di realizzare l'intero programma».
Il gruppo bancario guidato da Corrado Passera attraverso Zao Banca Intesa seguirà le aziende italiane offrendo servizi strategici. «Alcune nostre imprese - ha aggiunto Snaidero - pensano già all’estero realizzando una rete distributiva per dare servizi e assistenza. L'accordo con Zao Bank è in linea con la filosofia di Federlegno: rafforzare le leve competitive tradizionali legate alla qualità del design del prodotto». È il momento della Russia, quindi, per l’arredamento made in Italy. Un mercato in fermento che coinvolge soprattutto i cosiddetti «nuovi ricchi», businessman che non guardano il prezzo ma chiedono sempre «quello che costa di più». Negli show room di via Frunzenskaja sono esposti una cucina in marmo e granito da 600mila euro e un bagno completo da 370mila, la cui vasca pesa 1.350 chili. E il boom va di pari passo con l’edilizia. Un appartamento nei quartieri alti di Mosca costa fino a 10 milioni (circa 500 metri quadri) partendo da un minimo di 4 milioni per poco meno di 200 metri.
E a proposito di made in Italy c'è, anche in questo settore, un conto da regolare con la Cina: Federlegno ha reso noto un accordo con il Cnr in tema di certificazione. E rientra in gioco Bruxelles, con l’«etichettatura obbligatoria» per le origini dei prodotti (nello specifico si tratta di pannelli che arrivano dall'Asia). E ora la partita con Pechino si giocherà anche sui semilavorati.