«È un campanello d’allarme tensione alta anche in città»

De Corato: «Sul territorio ci sono già 80 baraccopoli abusive. Dal primo gennaio in arrivo 40mila romeni, la situazione è esplosiva»

«Quel rogo di Opera è un campanello d’allarme: infatti, c’è il rischio che l’incendio appiccato al campo rom possa estendersi a quelli di Milano. Basta un niente e l’inquietudine dei milanesi costretti a convivere con qualcosa come ottanta-campi-ottanta potrebbe esplodere». Fotografia che il vicesindaco Riccardo De Corato scatta della questione nomadi.«Il rapporto degli zingari in città e quelli in provincia è di cento a uno: proporzione che reclama non solo un intervento condiviso tra le Istituzioni ma pure un aumento delle forze dell’ordine sul territorio. Altrimenti? Meglio non pensarci».
Andiamo con ordine. Sostiene che la brutalità dell’episodio di Opera potrebbe essere replicata a Milano, non teme di esagerare?
«Esagerare? Quanto accaduto è solo l’assaggio se non si interviene: a Milano, ricordo, sono cinquemila i rom irregolari e, dati Caritas, sono almeno 80mila i clandestini. Numeri di peso, cui s’aggiungeranno - sostiene don Virginio Colmegna - anche quarantamila romeni, stima derivante dall’ingresso del loro Paese nell’Unione Europea. Già, ora, dalla favelas di via Triboniano dove sono ospitate settecento persone sono state sospese le operazioni di rimpatrio per gli irregolari».
Scusi, vicesindaco, ma l’amministrazione comunale dovrebbe saper gestire anche questa situazione. Anzi, dovrebbe essere facilitata dopo il patto siglato tra Comune, Provincia e Prefettura.
«Il Comune ha sin qui speso un mare di soldi per quegli undici campi nomadi autorizzati. Ma, ripeto, la situazione di Milano è al collasso: al Governo abbiamo chiesto una moratoria come già avvenuto in Spagna e in Inghilterra e abbiamo pure reclamato più poliziotti e carabinieri. La risposta? Che Milano ha già il più alto numero di agenti rispetto all numero di cittadini: rapporto di uno ogni 346, mentre a livello nazionale è di uno ogni 254».
Vuol dire: per affrontare l’emergenza rom, incluso l’ingresso dei 40mila romeni, servono più agenti?
«La risposta della Finanziaria del governo Prodi è un taglio di duemila poliziotti. Ma, attenzione, l’esercito degli zingari in città non diminuisce. E la vicenda di Opera testimonia che bisogna affrontare queste situazioni - non solo coinvolgendo i cittadini e le realtà sociali territoriali - mettendo in campo più forze dell’ordine. Penso, ad esempio, sempre a via Triboniano dove c’è chi vorrebbe innalzare un muro oppure penso ai residenti di via Graf, via Ponti, via Gatti e, tra le altre, via De Angelis dove gli insediamenti dei nomadi sono sulla “pubblica via“. Che gli raccontiamo a quei cittadini?
Si fa la domanda, si dia la risposta.
«La diano anche Provincia e Regione: questo problema non è solo di Milano ma anche dei Comuni limitrofi e di tutta la Lombardia. Credo cioè che il problema vada condiviso con tutte le realtà, sapendo che la criminalità romena è quella che fa prostituire i bambini e sapendo che non ci sono tante alternative».
Be’, sembra che l’unica sia quella dell’integrazione in piccoli campi spalmati sul territorio...
«Sì, ma quel modello deve coinvolgere anche la Regione Lombardia».