Campania, appalti: 63 indagati, pure i Mastella In un file 650 nomi di raccomandati e sponsor

Nel mirino l'Agenzia regionale per la protezione ambientale. Indagata lady Mastella, "espulsa" dalla Campania. Trovato un file con 655 nomi di raccomandati e sponsor.
Dall’indagine emergerebbe che alcuni clan camorristici appoggiarono l’Udeur alle Regionali
del 2005

Napoli - Bufera giudiziaria sul Campanile. Nel mirino degli inquirenti la lottizzazione che avrebbe messo in atto l'Udeur sull’Arpac, l'Agenzia regionale campana per la protezione dell’ambiente. I reati ipotizzati vanno dall'associazione per delinquere alla truffa ai danni dello Stato, turbativa d'asta, falso in atto pubblico continuato e concussione. L'inchiesta, nata da un’indagine partita nel 2007, si è ricongiunta con quella della procura di Santa Maria Capua Vetere, che a gennaio scorso portò all’arresto di Sandra Lonardo Mastella. In tutto sono 63 gli indagati. Eseguito anche un arresto. Nell’inchiesta sono coinvolti politici, dirigenti della pubblica amministrazione, professionisti e imprenditori.

Venticinque misure cautelari L’operazione ha portato a 18 divieti di dimora e sei misure interdittive del divieto di esercitare l’impresa e la professione. A Sandra Lonardo è stata vietata la dimora in tutta la regione e nelle province di Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza. Per notificare il provvedimento i carabinieri sono andati in casa dei Mastella, a Ceppaloni.

Gli indagati Oltre a Mastella e alla moglie nell'inchiesta sono coinvolti anche il consuocero di Mastella, Carlo Camilleri, che è anche segretario generale dell’Autorità di Bacino sinistra Sele, l’ex direttore dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Campagnia (Arpac), Luciano Capobianco, e il consigliere regionale dell’Udeur Campania, Nicola Ferraro.

Mastella L’europarlamentare, così come una dozzina di altri indagati, si vedrà notificare il provvedimento di "chiusura delle indagini" non appena rientrerà da Strasburgo in Italia. Secondo quanto si è appreso, Mastella arriverà a Roma nel pomeriggio. A Roma si sta recando anche la moglie, "espulsa" dalla Campania. Stralciata la poisizione dell'eurodeputato perché si attende l’autorizzazione a procedere da parte di Strasburgo, così come per l’inchiesta precedente ora davanti al gup, la Consulta deve esprimere un parere sull’uso delle intercettazioni indirette sul suo telefono cellulare.

Nel mirino l'Arpac Il filone dell’indagine riguarda l’Arpac. In particolare, gli uomini dei carabinieri e della guardia di finanza hanno accertato, tra l’altro, l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe, falsi, abusi di ufficio, turbative d’asta e concussioni commessi nell’ambito della gestione di appalti pubblici, concorsi finalizzati all’assunzione di personale e affidamento di incarichi professionali nella pubblica amministrazione.

La Lonardo scrive ai cittadini "Carissimi abitanti di Benevento e provincia e della Campania tutta, questa mattina alle ore 7, mentre pensavo a che cosa potevo fare per contribuire a fare approvare, nella concordia, la legge regionale sul piano casa, un provvedimento atteso da tantissimi cittadini campani, è arrivata una citofonata: Siamo i carabinieri, aprite". Comincia così una lettera ai cittadini scritta dalla signora Mastella. "Sono tornata con la mente a quel 16 gennaio - prosegue il presidente del Consiglio regionale - cosa vorranno ancora da me? Mi sono fatta forza, ma non ce l’ho fatta. Sono quasi svenuta. Mi è crollato il mondo addosso. Mi chiedono di dimorare fuori dalla Campania. Ancora non riesco a crederci". "Non sono nemmeno riuscita a capire di cosa mi accusano. Mi hanno consegnato pagine e pagine. Stavolta - continua la lettera - con mio marito sarei a capo di una cupola affaristica. Senza spiegarci quali affari avremmo fatto".

Tutti i nomi dei coinvolti Arresti domiciliari sono stati disposti per Luciano Capobianco, ex direttore generale dell'Arpac, l'Azienda regionale per la protezione ambientale della Campania. Quindici gli indagati per i quali è stato applicato il divieto di dimora in Campania. Oltre a Sandra Lonardo: il capogruppo alla Regione Fernando Errico; Nicola Ferraro, consigliere regionale; Antonio Fantini, già presidente della Regione Campania e segretario regionale Udeur. Gli altri provvedimenti riguardano Valerio Azzi, imprenditore; Carlo Camilleri, ingegnere e consuocero di Clemente Mastella; Ruggero Cataldi, ex direttore amministrativo Asl Benevento 1; Giuseppe Ciotola, imprenditore; Bruno De Stefano, direttore generale dell'Asl di Benevento; Arnaldo Falato, dirigente dell'Asl Benevento 1; Carmelo Lomazzo, dirigente Arpac; Massimo Menegozzo, dirigente Arpac; Massimo Palmieri, imprenditore; Francesco Polizio, dirigente Arpac; Mario Scarinzi, ex direttore generale dell'Asl Benevento 1.

Gli altri provvedimenti Il divieto di dimora nelle province di Benevento, Caserta e Napoli è stato disposto per Bartolomeo Piccolo, imprenditore, mentre il divieto di dimora nelle province di Benevento e Napoli per Giustino Tranfa, imprenditore, Antonio Zerrillo, ingegnere. La misura interdittiva del divieto di esercitare l'impresa e la professione è stata disposta per gli imprenditori Gaetano Criscione, Francesco Di Palma, Fabrizio Merolla, Claudio Rossi, Fabio Rossi e per il libero professionista Antonello Scocca.

File in un pc In un file rinvenuto nel computer sequestrato dalla gdf nella segreteria dell’ex direttore generale dell’Arpac, Luciano Capobianco, compaiono 655 nominativi e la maggior parte sono accompagnati dalla segnalazione di un esponente politico, dell’Udeur ma non solo, che li avrebbe raccomandati. Il documento costituisce uno degli elementi principali intorno a cui ruota l’inchiesta della procura di Napoli. "Si tratta - è scritto nell’ordinanza emessa oggi dal gip Alfano - di raccomandati veri e propri che rispetto ad altri aspiranti privi di sponsor, disponevano della segnalazione di un referente politico che determinerà, nella maggior parte dei casi l’assunzione in violazione delle norme". In alunni casi è emerso che le segnalazioni venivano inviate dai soggetti interessati dal fax in uso allo stesso esponente politico di riferimento, in altri casi il cv sarebbe stato scritto a matita proprio dal politico. La procura ha indicato in un riquadro, in ordine decrescente rispetto al numero di segnalazioni, l’elenco degli autori delle segnalazioni (circa 150). Spicca con 100 Nocera (ex assessore regionale Udeur), poi a seguire i nomi di T.Barbato (43), Fantini (36), Giuditta (35), C.Mastella (26), Enrico (17), S.Mastella (12). Tra gli altri nomi di politici locali e nazionali più noti figurano anche Bassolino (2), De Mita (2), Pecoraro Scanio (1), Sales (1). Le persone segnalate sarebbero state favorite per incarichi esterni (consulenze) o per assunzioni all’Arpac a scapito di aspiranti privi di sponsor. Nel provvedimento del gip sono riportati brani della testimonianza della segretaria, Tiziana Lamanna, nel cui computer erano memorizzati i dati. La quale "dapprima tentava di ridimensionare l’importanza del documento fornendo una versione inverosimile dei fatti" prospettando cioè "che i nominativi riportati nell’elenco corrispondevano per lo più ad aspiranti stagisti che non volevano essere remunerati ma intendevano solo fare esperienza". La segretaria in un primo momento aveva sostenuto anche la tesi, definita 'residuale' dell’auto-raccomandazione che a giudizio degli inquirenti "appare inverosimile". I magistrati hanno riscontrato che la maggioranza delle assunzioni e dei contratti di collaborazione sottoscritti risultavano a favore dei nomi accompagnati dalla segnalazione del politico. "I nominativi dei soggetti che avevano beneficiato di contratti e consulenze - scrivono i magistrati - erano per circa il 90% quelli il cui nominativo compariva nel file raccomandati".

La procura: sistema di potere L'indagine della procura ha fatto emergere il funzionamento di "un ramificato sistema di potere e di gestione della cosa pubblica (appalti, assunzioni, nomine e sostituzioni dei vertici amministrativi locali) che - al di là delle rilevanti ricadute sull'efficienza della Pa, sulla regolarità delle procedure amministrative e sul corretto impiego del denaro pubblico - si è contraddistinto per un improprio utilizzo delle funzioni pubbliche a fini privatistici, con conseguente commistione fra interesse pubblico e interesse personale e/o del partito politico di appartenenza". E' quanto evidenziano in una nota, il procuratore Giovandomenico Lepore e l'aggiunto, Francesco Greco. "Tale sistema - attesa l'esistenza di un vero e proprio programma criminoso stabilmente condiviso da più persone - sotto un profilo tecnico giuridico è stato ritenuto riconducibile alla fattispecie dell'associazione per delinquere". Il sodalizio, sottolinea la procura, "ruotava intorno ad alcuni esponenti di vertice dell'Udeur e ad alcuni professionisti e imprenditori a esso collegati. Finalità dell'organizzazione "era l'acquisizione di utilità economiche, di incarichi pubblici, di consenso elettorale, di posizioni di comando attraverso la commissione di delitti che vanno dalla truffa alla concussione, dall'abuso in atti d'ufficio". Sono inoltre emersi e sono in via di ulteriore approfondimento "contatti fra esponenti casertani del sodalizio inquisito e esponenti di livello delle organizzazioni criminali, attraverso il quale i primi miravano ad acquisire consenso elettorale e varie altre utilità, i secondi futuri favori". I fatti accertati sono relativi al triennio 2005-2008.