La Campania assume il consulente ai funerali

La Regione ingaggia un avvocato per controllare la deontologia delle imprese che si occupano di esequie e cimiteri. Un incarico pagato tremila euro. Varati per legge anche una Consulta alle "attività funerarie" e un "Istituto
di Thanatologia&quot;: per lo studio della morte e le modificazioni del corpo<br />

Ghandi se ne sta placido proprio in cima alla collina di Posillipo e si gode la vista mozzafiato sul Golfo di Napoli. Il Mahatma era certamente un grande uomo, ma perché proprio il capoluogo partenopeo avrebbe dovuto dedicargli un busto, con tanto di taglio del nastro da parte di Rosa Russo Iervolino? La risposta è forse in una delle lezioni del guru della non violenza: «In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica». Al Consiglio regionale campano l'hanno imparata a memoria e hanno deciso di superare il maestro: da oggi manco la morte scampa più al palazzo. Sei un cittadino campano che sente approssimarsi la fine o vuole semplicemente portarsi avanti, convinto che non bastino corna e scaramanzie varie? Tutto sotto controllo, ci pensa il consulente per i funerali della Regione. In fondo è venuto via a poco, solo tremila euro per garantirsi l'apporto di un signor professionista, addirittura un avvocato, che la terza commissione consiliare ha ingaggiato come consulente deontologico per il lavoro delle imprese funebri.

Semplificando naturalmente, perché l'incarico messo nero su bianco dalla commissione presieduta da Francesco Casillo (Pd), è tecnico assai, mica bubbole: il professionista in questione è stato chiamato a dare il suo consiglio in materia di «Disposizioni attrattive del codice deontologico delle imprese funebri». E la «attrazione» del consulente avrà certamente fatto inmodo che nessun corteo funebre sbagli strada, che le prefiche lamentino intonate e le dediche sulle corone dei fiori siano a prova di correttore ortografico. E tutto per appena tremila euro pagati dai contribuenti. I consiglieri dell’opposizione cadono un po’ dalle nuvole e malignano. «Sa com'è - dice Franco D'Ercole, capogruppo del Pdl in Consiglio regionale - i presidenti delle Commissioni hanno un budget per le consulenze da spendere, 30 o 40.000 euro. Qualcuno lo usa per assicurarsi un professionista che lo aiuti nel lavoro della Commissione. Qualcun altro lo sbriciola in una serie di oboli per i tanti questuanti». Malignità, appunto. Perché in Campania con i morti non si scherza. E se gli si dà tempo, c’è da star certi che l'intero «programma funebre» della Regione sarà sviluppato in tutte le sue potenzialità.

Il consulente infatti, sembra essere solo un piccolo passo verso un orizzonte ben più ambizioso. La questione è stata addirittura regolamentata con una legge regionale, la numero 12 del 2001 sulla «armonizzazione delle attività funerarie». E che c'è di meglio, per armonizzare, di un nuovo apposito organismo politico? E infatti la legge prevede una «Consulta regionale per le attività funerarie e cimiteriali » che rappresenti tutte le parti interessate, compresi un architetto, un geologo e i «rappresentanti dei lavoratori del settore funerario». Naturalmente tutti retribuiti con «la liquidazione di un gettone di presenza».

Manca, colpevolmente, solo un rappresentante dei morti. Ma forse si potrà ingaggiare una medium. O magari ci penserà l’ultima perla della legge: la previsione di creare appositi «corsi di formazione per operatori di attività funerarie» e, soprattutto, un «Istituto regionale di Thanatologia». È la ciliegina sulla bara: chiamando in soccorso il dizionario, la Thanatologia è la scienza che studia «la morte e le successive modificazioni del corpo». I contribuenti campani possono dormire sonni tranquilli: anche nell'Oltretomba la Regione continuerà a vegliare su di loro.