La Campania scoppia E Bassolino dà 7 milioni ai consorzi «inutili»

La commissione parlamentare d’inchiesta ha definito queste strutture inefficienti e «luoghi d’incontro fra camorra e mala amministrazione». La Regione le ha appena rifinanziate

da Roma

Napoli è asfissiata dai rifiuti, le periferie sono cumuli di spazzatura, le discariche scoppiano d’immondizia, vengono chiuse, riaperte, chiuse, e poi ancora aperte, tra le proteste. Eppure la regione Campania destina fondi pubblici a quindici strutture che dovrebbero svolgere la raccolta differenziata. Si chiamano consorzi di bacino: il 30 novembre del 2007, tre settimane prima del nuovo scandalo della spazzatura, hanno ricevuto uno stanziamento di 7 milioni di euro dalla giunta guidata dal governatore Antonio Bassolino. Non ci sarebbe nulla di male se i rifiuti in Campania fossero raccolti davvero. Ma senza raccolta come può esistere la differenziata?
Non si tratta soltanto di questo, però: sui consorzi, costituiti nel 1993 con una legge regionale, si è concentrato il dossier della commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti appena consegnato al parlamento. La commissione ha puntato l’indice contro l’ufficio del Commissario, carrozzone inutile e costoso. Ma ci sono altre «strutture intermedie», nate dall’emergenza e che la commissione d’inchiesta chiede di abolire, perché rappresentano «un fattore diseconomico strutturale». Sono i consorzi, titolari esclusivi della differenziata in Campania.
Il documento li definisce «inutili enti di intermediazione burocratico-clientelare». Ma va più in là, e avverte: i consorzi potrebbero essere «luoghi di incontro tra malavita camorristica e mala amministrazione». Per questo la commissione chiede, e lo mette per iscritto, che siano chiusi, anzi, si auspica uno «smantellamento».
Impressiona la coincidenza di questa conclusione con le parole dello scrittore Roberto Saviano, l’autore del best seller Gomorra, libro-denuncia sugli affari della mafia nel napoletano: «In questo momento il meccanismo criminogeno attraverso cui si fondono tre poteri, politico imprenditoriale e camorristico - ha scritto su Repubblica - è il sistema dei consorzi». Non è solo un’opinione: la magistratura indaga in questa direzione e a Caserta ha scoperto un intreccio tra cosche e un esponente del Commissariato.
Ma impressiona anche la scarsa efficienza della raccolta differenziata in Campania registrata dal Comieco, il consorzio nazionale per il recupero di imballaggi a base cellulosica. Secondo uno studio, «la mancata realizzazione di un sistema efficace di raccolta di carta e cartone ha generato costi, tra il 1999 e il 2005, pari a 102 milioni di euro».
C’è poi il costo dei finanziamenti pubblici, come lo stanziamento appena deciso dalla Regione, proprio nei giorni in cui la commissione d’inchiesta concludeva la relazione sui mali dell’ufficio del Commissario e dei consorzi: sono 6.999.783 di euro ripartiti dalla giunta Bassolino tra i 4 consorzi per la differenziata di Napoli (oltre 3 milioni di euro), i 4 di Caserta (quasi un milione e mezzo di euro), i due di Avellino, i quattro di Salerno, uno di Benevento.
Il flusso di denaro ai consorzi della differenziata in questi anni è stato continuo: nel 2002, per esempio, il commissario per l’emergenza rifiuti (che allora era Bassolino) decideva di «ripartire tra i consorzi costituiti nei Bacini identificati con legge regionali 10/93 una ulteriore tranche di euro 10.329.147, così come da prospetto allegato».
Il presidente della commissione d’inchiesta sui rifiuti, Roberto Barbieri (Partito socialista) conferma al Giornale quanto scritto nella relazione appena conclusa: «C’è una melma intermedia in Campania che impedisce di fuoriuscire dall’emergenza. Ogniqualvolta si profila una soluzione, l’ostacolo viene da chi dall’emergenza trae vantaggio, dal lavoratore socialmente utile al professionista. Il punto è chiudere tutte le strutture straordinarie, commissario e consorzi. I consorzi sono nati all’interno della storia dell’assistenzialismo in Campania e sono i veri oppositori alla fuoriuscita dall’emergenza». Un’accusa pesante, che si estende alle istituzioni: «È una vergogna che ricevano finanziamenti pubblici», dice ancora Barbieri: «Ora è necessario che il presidente del Consiglio assuma i poteri straordinari e gestisca la situazione».
Giovedì la commissione d’inchiesta sarà a Napoli. Verranno ascoltati «il presidente della Regione, il sindaco di Napoli, il presidente della Provincia e il nuovo Commissario Cimmino».