Campania, torna la guerra della spazzatura

In provincia di Salerno polizia e carabinieri caricano gli abitanti che
si oppongono alla discarica. E la sinistra si scaglia contro il governo. Protestano sindaci e cittadini dei 4 comuni interessati allo
smaltimento. Per i pompieri continua l’emergenza: incendiati decine e
decine di cassonetti stracolmi

Napoli - Serre è in rivolta, contro la discarica e contro il governo, che due giorni fa, ha varato un decreto per fronteggiare l'eterna emergenza rifiuti in Campania. Quattro siti, individuati dal Consiglio dei ministri, nelle province di Napoli (addirittura nel parco nazionale del Vesuvio), Benevento e Avellino. E, a Serre (Salerno), dove ieri mattina polizia, carabinieri e popolazioni di tutta l'area (una decina di comuni che affacciano nella Valle del Sele), si sono affrontati e scontrati. Era già accaduto due mesi fa ma, ieri, i decibel della protesta, sono saliti fortissimi, rischiando di far esplodere il dramma, davanti alla contestata discarica che, popolazioni e ambientalisti, non vogliono perché si trova ad appena settecento metri dall'Oasi naturalistica di Persano.
I muscoli si sono induriti, quando, intorno alle 9,30, la polizia ha sfondato il muro umano, eretto da migliaia di manifestanti, a protezione dell'ingresso della cava della Valle della Masseria dove, poi, le ruspe, guidate dai militari del Genio, hanno avviato i lavori di sbancamento del sito, che dovrà ospitare la spazzatura di tutto il Salernitano.
Tre persone, tra queste il conducente di un bus, sono finite all'ospedale. Niente di grave ma lo scontro continua mentre in giro per la Campania la gente appicca fuco a cassonetti e sacchi di immondizia che giaccioni da giorni sulle strade. La Valle della Masseria, resta presidiata da migliaia di persone che hanno abbandonato ogni loro attività per proseguire a lottare contro la discarica. «Ci hanno trattati come bestie, è stata l'esperienza più orribile della mia vita», denuncia Ada Cicatelli, 59 anni, insegnante di Serre, (anche lei rimasta contusa durante le cariche delle forze dell'ordine), attivissima partecipante alla protesta, con tutta la famiglia: marito e figlia. Il marito, Baldassarre Chiaviello, presidente del movimento e il preside del Liceo Scientifico di Eboli.
Verso le 15, dalla folla e' esploso un liberatorio applauso: le ruspe del Genio, hanno smesso di colpo di lavorare. Perché? I vigili urbani, avevano appena apposto i sigilli alla cava per «violazione della sicurezza sul luogo di lavoro». Il presidio, naturalmente è rimasto, il week end per gli abitanti di Serre, è qui, davanti alla discarica.
La battaglia di Serre sta diventando anche la faida del centrosinistra ancora una volta divisa. Mentre il presidente della Regione, Antonio Bassolino, tace, dinanzi allo sfascio spazzatura in Campania, Verdi, Rifondazione comunista e Pdci, con il sindaco Palmiro Cornetta (ds), dichiarano guerra al Governo e al Commissario straordinario per la emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso. Dice l'agguerrito Cornetta. «l nome Palmiro, mi fu imposto da mio padre in omaggio a Togliatti. Ho sempre sostenuto questo governo che, però, oggi mi sta deludendo. Non si assumono decisioni senza ascoltare le ragioni della gente».
Altrettanto severo Tommaso Sodano, presidente della Commissione Ambiente del Senato. «A Serre si preparano nuove cariche, la situazione è pazzesca, nonostante sul posto siano arrivati anche diversi parlamentari».