Campi nomadi Per gli autorizzati i romani spendono oltre 302mila euro al mese

Campi rom fuori dal Gra e affitto simbolico per gli occupanti. Ha le idee chiare il sindaco Gianni Alemanno, che promette ai cittadini di «rimettere in piedi Roma». I cambiamenti, che saranno concordati con il Governo, dovrebbero trasformare la capitale in una città più vivibile, risolvendo finalmente l’emergenza nomadi.
«Chi sta nei campi sosta o in quelli nomadi deve pagare al Comune un pedaggio, una sorta di affitto con una cifra anche simbolica - dichiara il primo cittadino - il piano che faremo con il prefetto prevede un intervento su tutti gli accampamenti abusivi e tollerati, per fare in modo che siano pochi e tutti fuori dal Gra. Spostarli significa anche guardare in faccia chi ci abita e vedere quali sono le brave persone e quali quelle che, dedite alla delinquenza, devono andar via».
Ieri l’Ufficio Nomadi del Dipartimento Politiche Sociali, in attesa dei nuovi bandi, ha prorogato al 31 gennaio 2009 le convenzioni con le associazioni che gestiscono i servizi socio-assistenziali nei 7 villaggi della solidarietà (Tenuta Piccirilli, Lombroso, Candoni, Castel Romano, Salone, Gordiani, Cesarina) per un importo complessivo di oltre 900mila euro (302.518 euro al mese, pari a più di 3.600.000 euro l’anno).
D’accordo con Alemanno anche Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza, secondo il quale i nomadi devono contribuire alle spese, perché è inaccettabile che l’amministrazione continui a spendere oltre 3 milioni e 600.000 euro l’anno per la gestione delle sole aree autorizzate, che oggi sono seguite a vario titolo da Isola Verde Onlus, Arcisolidarietà Lazio, Opera Nomadi, le cooperative Bottega Solidale, Ermes, Impegno per la Promozione, Fipidabi e Consorzio Alberto Bastiani. I costi, infatti, sono troppo alti e le casse capitoline non possono più foraggiare questo business dell’accoglienza.
«La Commissione Sicurezza a settembre aveva anche sottolineato l’esigenza di procedere al contenimento delle spese di stipula delle convenzioni - spiega Santori -. Invece, fino alla fine di gennaio, continueremo a pagare 302.518 euro al mese. Troppo. Il nostro obiettivo, infatti, è quello di recuperare e destinare tali risorse alle esigenze primarie delle famiglie romane». «Gli interventi per l’assistenza - prosegue - vanno pianificati tenendo ben presente il rispetto della legalità e una diminuzione delle spese. Spesso, però, la solidarietà verso i rom non ha ripagato i romani. I servizi di guardiania offerti dalle associazioni, inoltre, prevedono il controllo dei campi 24 ore su 24, cosa di fatto mai avvenuta. Per questo chiediamo la presenza costante della municipale, che costerebbe al Comune poco più di 6000 euro al mese per campo».