«Campi nomadi, intervenga il prefetto»

Questione nomadi, una bomba a orologeria. Le dichiarazioni dell’assessore alle Politiche della Sicurezza Jean-Leonard Touadi sulla scelta di tenere segreti i luoghi dove sorgeranno i cosiddetti «Villaggi della solidarietà» ha suscitato ieri lo sdegno di una buona fetta dei gruppi politici capitolini. Dietro questa incredibile disposizione di celare le aree individuate persino ai consiglieri, sembra esserci il timore che i rappresentanti dei municipi e gli stessi residenti possano opporsi a una difficile convivenza con le baraccopoli. Quindi la scelta di evitare il confronto sembra essere quella meno imbarazzante. Ma non sono della stessa opinione Alleanza Nazionale e l’Udc.
«Abbiamo chiesto un incontro al prefetto - spiega Dino Gasperini, capogruppo Udc in Campidoglio - per avere informazioni sulle aree identificate, che Touadi ha deciso incredibilmente di non comunicare a consiglieri e membri della Commissione Sicurezza del Comune e per chiedere che faccia rispettare lo Statuto e il regolamento comunale. Questo impone all’assessore di rispondere alle richieste dei consiglieri affinché possano svolgere le loro funzioni di indirizzo e controllo su argomenti così tanto importanti per la città».
Lunedì l’Udc presenterà l’autoconvocazione del Consiglio Comunale ed entro venti giorni sindaco e assessore saranno costretti a «sciogliere il mistero». Al prefetto, invece, si chiede di interrompere qualunque decisione sui nomadi prima del referendum avviato dall’Udc. Sull’argomento sono intervenuti anche i municipi. «Non si può che essere preoccupati per la confusione che Touadi genera nei cittadini di Roma e del Municipio XX», dice il presidente Massimiliano Fasoli, che è anche segretario romano dell’Udc. «Questo assessore deve andare via - continua -. Se queste decisioni fossero prese alla luce del sole, non si avrebbe alcuna necessità di operare come ladri di notte. Forse Touadi insieme a Marrazzo, Gasbarra e Veltroni pensano di realizzare qualche altra bravata, magari creando alla chetichella residence per la deportazione degli occupanti, come quelli che hanno costretto il XX Municipio a intervenire per evitare il corto circuito sociale». «Non c’è alcuna ragione di sicurezza o riservatezza che impedisca ai cittadini di conoscere cosa si agita nell’oscura commissione prefettizia - prosegue Fasoli - soprattutto dopo le rassicurazioni che di Villaggi non si sarebbe più parlato. L’unica pudicizia che dovrebbe animare Touadi è quella che dovrebbe fargli imboccare la porta di uscita per rassegnare le sue spontanee dimissioni».
Augusto Santori, consigliere An nel XV Municipio, sottolinea come nel suo territorio dopo ogni sgombero i campi si moltiplichino, creando sempre più disagio per i residenti. E se la prende con il presidente del municipio Paris. «Deve occuparsi meno di Partito Democratico - dice Santori - e più di tutelare le istanze del territorio che rappresenta. Forse dimentica che, prima di un esponente di una forza politica, resta un amministratore locale e per questo è chiamato a confrontarsi con le richieste dell’area che governa». «La scusante delle competenze non è più credibile - conclude il consigliere - questo municipio è esageratamente esposto a campi rom illegali. L’ultimo esempio arriva dalla stazione Muratella e da via Greve, che oggi sono invase dai nomadi sgomberati giorni fa dagli argini del fiume alla Magliana».