Campi nomadi, stretta sulle regole: coprifuoco alle 22 e affitto per i rom

Il prefetto ha firmato il regolamento: un euro al giorno di canone, supermulte per chi sgarra

Campi rom, si cambia. Scattano il coprifuoco, multe da 25 a 500 euro per chi non rispetta le regole, la tassa da un euro al giorno per mettere le «tende», persino l’obbligo di fare la raccolta differenziata. Ieri pomeriggio il prefetto Gian Valerio Lombardi, nella veste di commissario per l’emergenza nomadi in Lombardia, ha dato il via libera al nuovo regolamento messo a punto con il Comune. Dopo l’ultimo incontro con l’assessore alle Politiche sociali Mariolina Moioli e il vicesindaco Riccardo De Corato il 14 gennaio, sono stati limati gli ultimi passaggi e ieri la firma. Undici paginette di regole a cui dovranno sottostare gli ospiti dei dodici campi autorizzati della città. O, meglio «aree transitorie di sosta», come recita l’intestazione. Perché sia chiaro a tutti (e per evitare spiacevoli fraintendimenti, il regolamento sarà tradotto anche nella lingua dei nomadi) l’era delle roulotte per venti o trent’anni di fila è finita: la permanenza avrà la durata massima di tre anni, non di più - proroga solo ai cittadini italiani -, casomai meno se si sgarra al Patto di legalità e a una serie di norme.

Tra i motivi della revoca ci sono la condanna definitiva per reati contro il patrimonio o le persone, l’abbandono della struttura per più di un mese senza avviso, il rifiuto per due volte a un percorso di inserimento al lavoro proposto dal Comune, l’evasione dell’obbligo scolastico da parte dei figli. In questi casi, la famiglia deve abbandonare il campo entro 48 ore, ma ha lo stesso tempo per fare «ricorso». La protesta va indirizzata al presidente del Comitato di gestione, che dura un anno e ha in carico tutte le aree - decide accessi, revoche, allontanamenti degli ospiti - senza ricevere compensi. È composto da un dirigente scelto dal sindaco, che diventa presidente (in pole c’è il direttore della Casa della carità, don Virginio Colmegna), un dirigente di Servizi sociali, Sicurezza, Decentramento e polizia locale. Ogni anno a febbraio il Comitato invia al sindaco un report su attività e spese sostenute e due volte l’anno fa un sopralluogo nei campi con polizia, Asl, Arpa e vigili del fuoco. Il controllo diretto spetta invece al gestore sociale - uno per campo - che svolge una vera e propria attività di «portierato», una sorta di amministratore di condominio. Per accedere i rom e gli immigrati (solo con permesso di soggiorno) devono mostrare il tesserino di riconoscimento, e le assenze oltre 48 ore vengono registrate. «Rimbalzato» chi ha un reddito familiare tale da permettersi un’abitazione diversa e chi ha già una proprietà sul territorio nazionale. All’interno del campo, gli ospiti devono attenersi a una serie di comportamenti: usare solo elettrodomestici a norma, i contenitori della differenziata, non intralciare i passaggi pedonali e per i veicoli, non lasciare incustoditi arnesi da lavoro, da cucina e quanto può causare pericolo, non costruire verande o manufatti non autorizzati (o verranno demoliti, a spese dei trasgressori). Entro le ore 22, stop alle attività all’aperto che possano disturbare e fine delle visite da parte di amici e parenti che per entrare devono farsi identificare all’ingresso dall’operatore sociale. Vanno dichiarati anche gli animali domestici (e non devono disturbare la quiete). Come in un campeggio qualsiasi, i nomadi devono pagare acqua, luce e gas, tutti i maggiorenni una quota di un euro al giorno che viene sospesa per i giorni di assenza se vengono comunicati almeno 10 giorni prima e per quei casi che il Comune può decidere di escludere. Gli ospiti devono risarcire eventuali danni, anche da parte dei figli piccoli. Per chi viola le norme scattano multe da 25 a 500 euro, somme che il Comune destinerà a un Fondo per le spese di funzionamento e per realizzazione di opere e interventi nei campi. Il comitato di gestione verrà istituito entro un mese, ed entro tre - quindi entro il 31 maggio - il Comune verificherà la presenza di chi si trova nelle aree di sosta. «Ringrazio il prefetto, senza il suo lavoro certosino di raccordo col Comune saremmo fermi al regolamento di 30 anni fa - afferma il vicesindaco Riccardo De Corato -. Ora serve un grosso sforzo di vigili ma anche della polizia, e insieme alla presenza del volontariato laico o cattolico potremo riprendere il controllo, sfuggito da anni, dei campi rom creati dalle giunte del centrosinistra». Ribadita, fa eco l’assessore Moioli, «la temporaneità dei campi e il coinvolgimento ai costi delle utenze. Ci sarà sostegno all’inserimento e all’integrazione, ai bambini e alle donne».