Campi rom, via al censimento: identificati i sinti di Rogoredo

Il vicesindaco: «Il patto di legalità vale per tutti». L’Opera nomadi: «È una schedatura»

Si è svolto ieri senza incidenti il censimento per i nomadi di etnia sinti del campo di via Impastato, a Rogoredo, periferia sud della città. L’iniziativa ha permesso di identificare tutti gli occupanti dell’area i quali riceveranno una tessera di accesso al campo.
«L’operazione, avviata su disposizione del prefetto, Gian Valerio Lombardi, recentemente nominato commissario delegato all’emergenza rom - ha spiegato il vice sindaco Riccardo De Corato in una nota - è stata programmata dal questore di Milano, Vincenzo Indolfi, con il concorso di polizia, carabinieri e polizia municipale».
«In linea con il patto di legalità stretto in passato - ha osservato ancora il vicesindaco - dobbiamo avere lo stesso tipo di identificazione che abbiamo nel campo di via Triboniano, dove sono state censite 540 persone: non vedo perché anche per i sinti - ha concluso -, non debba essere fatta la stessa cosa.
«Non si è trattato di un censimento, ma di una schedatura su base etnica» ha dichiarato invece indignato Maurizio Pagani, presidente di Opera nomadi Milano, che definisce «da polizia» i metodi con cui è stato condotto il censimento al campo rom di via Impastato: «Sono arrivati alle 5 del mattino e hanno fotografato i documenti di tutti i presenti, che sono regolari cittadini italiani con residenza». L’operazione, «per le modalità con cui si è svolta», secondo Pagani, «ha causato danni morali e offesa della dignità personale» ai residenti del campo nomadi regolarmente autorizzato.
Pagani si è detto «preoccupato, perché se manca una garanzia di controllo, abbiamo la certezza che i metodi di svolgimento di queste iniziative continueranno ad essere irregolari, con conseguenze negative, ancor più sui rom stranieri».
Il presidente dell’Opera nomadi ricorda infine che «da ieri sera (giovedì per chi legge, ndr) ci sono arrivate circa 300 mail di persone, istituzioni, deputati politici, che ci hanno espresso la loro indignazione e protesta» per la situazione dei rom e le misure adottate nei loro confronti.
Tuttavia la dichiarazione rilasciata ieri dal ministro dell’Interno Roberto Maroni non lascia dubbi sulla sorte prevista dal governo per i campi rom. «Abbiamo intenzione di chiudere i campi nomadi abusivi - ha detto Maroni -. Una cosa per volta: questo è quello che stiamo facendo a Milano a Roma e a Napoli. Tutto ciò che è abusivo, illegale si deve intervenire. Tutto ciò che è legale va mantenuto e sostenuto».