«Campi rom nei comuni del centrosinistra»

Rifondazione nega il voto sulle politiche di aiuto all’integrazione

Provincia di Milano, sui rom il centrosinistra va in pezzi. Rifondazione comunista nega il voto a quell’ordine del giorno sulle linee programmatiche pro-rom che, al settimo punto, reclama il «rispetto della legalità da parte di tutti i soggetti interessati, ospitati e ospitanti, al centro di ogni azione amministrativa».
Settimo e ultimo punto imposto da Forza Italia alla maggioranza che lo fa proprio e l’inserisce in quell’ordine del giorno perché, come ama ripetere il presidente Filippo Penati, «anche dopo Opera continua a valere il patto di legalità, quello che vale per tutti e che nessuno, rom o cittadini italiani, può travalicare». Virgolettato che, evidentemente, è di troppo secondo la pattuglia provinciale di Rifondazione: infatti, Pietro Maestri si astiene. Secondo il consigliere comunista «voler aggiungere a quell’ordine del giorno un richiamo alla legalità per i rom è ancora una volta una sorta di autodifesa non necessaria». Come dire: quella annotazione di Forza Italia sottoscritta e condivisa anche da Ds, Margherita, Sdi, Italia dei Valori e Verdi è «troppo strumentale, è sempre la solita accusa verso i rom».
Posizione «sconcertante» la definisce Bruno Dapei, capogruppo di Forza Italia: «L’unico astenuto sui votanti è nelle file di Rifondazione comunista. Che dire, la coalizione del presidente Penati si spacca appena mettiamo un po’ di arrosto al fumo della maggioranza». Già, «un po’ di arrosto» dopo che «da tre anni, quest’amministrazione sottovaluta il problema e noi chiediamo l’impegno a far qualcosa». Ma anche nel centrodestra, ieri, è andato in scena un voto «diverso»: quello di Alleanza nazionale «per assenza di originalità e di politiche a favore della sicurezza dei cittadini».
Voto contrario dei consiglieri Gianfranco De Nicola e Giuseppe Russomano che «ritengono irresponsabile il piano di Penati, quello che si concretizza nel portare sul territorio milanese realtà pericolose come quelle che si concentrano attorno ai campi rom».
E mentre dalla Regione arriva una bordata della Lega - «il regalo di Penati ai cittadini con questo piano provinciale consiste nella moltiplicazione delle favelas» sostiene l’assessore Davide Boni - lo Sdi a Palazzo Isimbardi mette nero su bianco un elenchino del degrado provocato dai rom nel quartiere Vigentino. Storie di una criminalità sempre più aggressiva, di rapine e di furti ma anche di danni alle autovetture: «Situazione di convivenza civile ormai impossibile e che rischia di aggravarsi» denuncia Roberto Caputo. Fotografia della realtà che lunedì sera si tradurrà in una manifestazione organizzata da «Ascovigentiva» davanti alla parrocchia di Fatima.
Protesta con solidarietà ai manifestanti di Opera, quelli che per Filippo Penati «erano una presenza minacciosa». Ma per il presidente della Provincia non è detto che «la convivenza tra rom e italiani sia semplice». La soluzione? «Piccoli campi rom, provvisti di presidi sociali e di sicurezza, sparsi sul territorio della Provincia. Dove? Nei Comuni governati dal centrosinistra».