«Campi rom, Penati non faccia colpi di mano»

L’azzurro Mariani: «Temiamo un blitz ad agosto, quando la gente va in vacanza»

Gianandrea Zagato

Di campi rom non ne sa nulla. Mai data disponibilità e, comunque, lui, è contrario. L’ha detto e scritto pure a Filippo Penati ma l’inquilino di Palazzo Isimbardi se ne infischia, «non ha dato segni di vita alla mia richiesta di chiarimento». Nessun fax, raccomandata, telegramma o telefonata e, allora, al primo cittadino di Seregno non resta che indire una conferenza stampa: appuntamento per denunciare «il bluff di Penati» dice Giancarlo Mariani che preannuncia la «difesa» del territorio. «Temo che al piano nobile di via Vivaio, a due passi da piazza San Babila, ci sia la volontà di tirare un colpo basso al centrodestra ovvero approfittare del mese d’agosto e installare un campo rom sui tredici chilometri quadrati del mio Comune».
Certezza nata dopo il vertice prefettizio sulla questione rom, quello dove l’amministrazione provinciale ha segnalato cinque- aree-cinque sulle quali potrebbero trovare sistemazione definitiva i nomadi sfrattati dal campo di via Capo Rizzuto e, tra queste aree, c’è pure un terreno di proprietà privata in quel di Seregno. «Peccato che nel mio programma elettorale, quello fatto proprio dal sessantadue per cento di seregnesi, ci sia un “no” a caratteri cubitali all’insediamento di campi nomadi e di centri di prima accoglienza. Programma che quindi intendo rispettare».
Atteggiamento che quelli del centrosinistra bollano come «razzismo» ma che per le strade del comune brianzolo viene spiegata, invece, con altro leit motiv: «Ospitare etnie diverse significa fare opera di integrazione e questo non è facile in una comunità ben consolidata come la nostra, dove non ci sono grossi problemi di ordine pubblico». Come dire: Seregno solidale non crea delle gabbie per dare un tetto ai rom, «appare quindi strumentale l’offerta di un privato che, finora, non si è fatto avanti con la nostra giunta» chiosa Mariani. Fotografia di una giunta dimenticata di centrodestra dimenticata dalla Provincia, «i rapporti con l’istituzione guidata da Penati sono inesistenti come pure per le altre amministrazioni non di sinistra della Brianza: dimostrazione concreta che per l’ex sindaco di Sesto San Giovanni siamo le “cenerentole” della Provincia».
Errore di valutazione politica che, stavolta, passa sulla testa di 79 rom «temporaneamente» - e solo per una settimana ancora - costretti a convivere con gli ospiti della Casa della Carità di don Virginio Colmegna. Ma a sollevarsi contro le decisioni politiche di Palazzo Isimbardi - che, tra l’altro, mentre cittadini e aziende protestano contro l’ampliamento del campo nomadi di Buccinasco, mette a disposizione 75mila euro per quei nuovi interventi - scendono in campo anche i circoli brianzoli di Alleanza nazionale. Fiaccolata, cortei e raccolta di firme per dire «no» ai nomadi «nel parco del Grugnotorto»: «Area verde che il sindaco di Cinisello, Angelo Zaninello (Rifondazione), mette a disposizione del progetto di Penati. Tutto bene tranne che per un particolare: quel parco acquistato con i soldi dei contribuenti avrebbe dovuto migliorare la qualità di vita dei cittadini e non peggiorarla. Ma, forse, Penati non sa fare altro».
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