«Campi rom sorvegliati 24 ore su 24»

Alessandra Caputo

Dino Bacchetti, 36 anni, avvocato, vice coordinatore romano di Forza Italia, capogruppo del partito in V municipio, si prepara per la sua sfida più grande: battere Ivano Caradonna, il presidente uscente. La sua candidatura rappresenta il riconoscimento del ruolo svolto nel territorio, essendo stato, tra tutti i partiti, il consigliere municipale più votato. Il vasto territorio del V municipio si estende dalla Tiburtina a Case Rosse, da Casal Bertone a Settecamini, racchiudendo oltre 200mila abitanti nonché molteplici e diversificati problemi.
La sua candidatura alla presidenza nasce da un profondo interesse per il cambiamento, qual è la situazione attuale in municipio?
«Questa coalizione di centrosinistra è schiacciata completamente sulle posizioni più estremistiche e rivoluzionarie. Basti ricordare che in aula si è votato per i Pacs e Rifondazione, non solo ha preteso che venisse rimosso dall’aula consiliare il crocifisso, ma che venisse anche votato un ordine del giorno per la requisizione delle case sfitte. Dopo la spesa proletaria, tenutasi presso il supermercato Panorama, ha ottenuto che venisse bocciato un documento da me presentato in cui esprimevamo la nostra solidarietà alle lavoratrici ed in cui condannavamo gli episodi di saccheggio e di violenza verificatesi. È necessario un profondo rinnovamento in un territorio da sempre appannaggio del centrosinistra: il V municipio è diventato il ricettacolo dove Veltroni cala tutti i nomadi di Roma».
Nel suo programma di governo quali sono le tematiche su cui punta?
«Innanzitutto la sicurezza, una maggiore sorveglianza su tutto il territorio. Le forze dell’ordine sono necessarie e devono rappresentare una funzione dissuasiva seria. Prevedo poi lo sgombero immediato dei campi nomadi ed una sorveglianza 24 ore su 24, ovvero un presidio giornaliero davanti ad ogni campo. Successivamente la ricollocazione delle famiglie del residence Roma».
La città è piena di cantieri e i cittadini percorrono con difficoltà le strade. Quali progetti ha per migliorare il municipio e renderlo più vivibile?
«La mobilità è il secondo punto del mio programma. Ho in mente l’allargamento di via Tiburtina, ridotta oggi ad una vera e propria mulattiera, con un manto stradale in condizioni disastrose e buche ovunque. Vorrei immaginarla come un boulevard o sull’esempio degli Champs Elysées di Parigi».