Il Campidoglio «acquista» via dei Volsci

Silvia Marchetti

Il Campidoglio ha deciso di acquistare l’immobile di via dei Volsci 32, sede storica dei collettivi di sinistra. Nel bilancio del 2006 sono infatti stanziati 81mila euro per «assicurare» all’antagonismo capitolino il centro sociale Spazio Onda Rossa, cuore pulsante dell’autonomia e punto di riferimento per quella galassia che spazia dai black-bloc ai disobbedienti di Action fino ai no-global e agli incappucciati. È vero, sul bilancio non viene riportato il numero civico (si parla genericamente di «acquisto immobile di via dei Volsci» che sarà finanziato tramite «un’alienazione di beni») ma dall’assessorato alle Politiche del Patrimonio confermano che si tratta proprio della famigerata culla degli autonomi di San Lorenzo. È stato Marco Marsilio, consigliere comunale di An, a denunciare ieri lo stanziamento di 81mila euro e a stuzzicare l’assessorato che fa capo a Claudio Minelli. «Con questa operazione - denuncia - il sindaco fa un regalo con i soldi dei romani a un gruppo di facinorosi e di violenti, che spaccano vetrine, assaltano la polizia e occupano immobili in tutta Roma (di cui poi lo stesso Veltroni paga l’affitto)». Dopo verifiche personali, Marsilio ha concluso che si tratta in effetti di via Volsci 32. L’acquisto da parte del Campidoglio pone così fine allo stallo di una vicenda che si protrae da tempo: la proprietà non è mai riuscita a «sfrattare» gli inquilini vicini al movimento no-global e nessun privato si era mai fatto avanti per acquistare il palazzo (quattro aste cadute nel vuoto). Ma ora, con l’intervento del Comune, via dei Volsci 32 viene messa sotto tutela e «legalizzata», entrando così a far parte del patrimonio immobiliare comunale. Un’operazione che a Marsilio no va giù: «Qual è l’utilità sociale di un simile affare?» chiede provocatoriamente. In serata arriva la nota chiarificatrice dell’assessore Minelli, nella quale si afferma che l’operazione è stata condotta secondo una logica sociale che trascenderebbe gli schieramenti politici dei centri sociali: «I comuni possono e debbono concorrere ad allentare le tensioni sociali. - si legge nella nota -. Con una funzione, anche educativa, alla convivenza civile che può riguardare luoghi sia di destra che di sinistra». E poiché «Roma non ha bisogno di intolleranza e di simboli di conflitto» il Comune è convinto che «luoghi come via dei Volsci o via Capo d’Africa devono tornare punti di incontro, anche vivace, ma nel rispetto delle regole della democrazia e della legalità».