Campidoglio, ancora assunzioni «dorate»

Antonella Aldrighetti

Arriva in Campidoglio la carica dei dirigenti. Tutti esterni naturalmente: una trentina tra volti noti e meno noti, vecchie conoscenze dell’entourage del primo cittadino nella prima consiliatura e new entry fresche di nomina. Si tratta dell’ultima infornata di consulenti e professionisti esterni licenziata documento dopo documento dalla giunta «Veltroni bis» che costerà, fino a dicembre prossimo, alle casse dell’erario pubblico cittadino un milione e 250mila euro (1.252.042,45 per l’esattezza). Vale a dire che mentre la prima tranche dei contratti licenziati dalla maggioranza capitolina aveva come filo conduttore l’ingaggio di esperti ad alta specializzazione, per la seconda tranche ci si è affidati alla competenza di natura fiduciaria ed eminentemente fiduciaria ora invece, per il terzo contingente si passa alle mansioni dirigenziali. Tutte scelte varate anche in base alle «funzioni prettamente fiduciarie su cui è basata la scelta dell’organo politico». I dirigenti che hanno preso servizio, tutti tranne uno, già il primo agosto vantano in larga parte il contratto sottoscritto fino alla fine di luglio 2009: tre anni tondi tondi. Con un impegno di spesa annuo di circa tre milioni e qualche migliaio di euro per cui, per l’intero periodo, si arriva senza troppa difficoltà a 10 milioni. Dove, l’ammontare cospicuo di risorse, fa presagire che di codesti dirigenti il Comune di Roma non possa davvero fare a meno. Un motivo che però indurrebbe a supporre la necessità di un megaconcorso pubblico per rinnovare l’organico evitando le troppe spese straordinarie. Macché, nessun concorso in vista, solo chiamate dirette. Tant’è che proprio per farcire gli uffici di ruoli dirigenziali esterni, tra dirigenti di unità operative, dipartimenti e sezioni extradipartimentali, si è arrivati addirittura a ridefinire una norma apposita all’interno del regolamento degli Uffici e servizi. Eccola: la soglia del 5 per cento sulla dotazione organica ossia il limite consentito per gli incarichi a tempo determinato e stabilito dal Tuel (Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali) viene alzato fino a una percentuale del 15 per cento. Differentemente, infatti, la pletora di professionisti chiamati alla «corte» del sindaco non avrebbero potuto firmare il contratto temporaneo e accedere a un ruolo così preminente. E tra tutti gli incaricati, freschi di nomina, vale la pena di citarne qualcuno: una conoscenza del piccolo schermo. Ilaria Capitani, già televolto del Tg3 regionale sarà dal primo settembre al 31 dicembre il capo ufficio stampa di Walter Veltroni. Un contratto eccellente che varrà 40mila euro per tre mesi di incarico, dopodiché si vedrà. Ma sulla comunicazione ci punta pure Mariella Gramaglia, assessore alla Semplificazione amministrativa, che promuove l’ingaggio di Angelo Baiocchi come dirigente alla Comunicazione e pubblicizzazione delle attività istituzionali (88.620 euro annui fino al 2009). Arruola sei dirigenti invece l’assessore al Bilancio, Marco Causi, scegliendo di retribuirli a partire dagli 88mila euro come spetterà a Luca Lo Bianco, dirigente dell’ufficio Politiche economiche e sviluppo fino ai 113mila di Fabrizio Ghisellini, direttore dell’ufficio extradipartimentale Investimenti e finanza. Tre incarichi, che superano complessivamente i 300mila euro, li propone l’assessore alla Pianificazione del territorio, Roberto Morassut. Ma non se li fa mancare neppure l’assessore alla Cultura Gianni Borgna che ha chiamato a se Alberto Pronti (78mila euro) e Giovanna Marinelli (112mila). E il sindaco? La nomina in seno al gabinetto di Veltroni riguarda, per questa tranche, l’investitura del consigliere diplomatico Michelangelo Pipan (59mila euro fino a dicembre) e Matteo Rebesani (74.866 euro fino al 2009) come dirigente del cerimoniale e relazioni internazionali.