Campidoglio e Mibac fissano le regole per l’utilizzo di luoghi e piazze «artistiche»

Piazza campo de’ Fiori potrà ospitare 24 eventi l’anno per un massimo di 60 giorni complessivi. In caso di allestimenti, potranno essere posizionati un massimo di 30 gazebo nell’area del mercato rionale nei giorni di chiusura o un massimo di 20 banchi. Piazza Navona, invece, potrà essere teatro di un massimo di 12 eventi l’anno. Eventuali gazebo o pedane dovranno essere sistemate in modo da non intralciare la disponibilità dell’area attorno alle fontane. E così via, per oltre 200 tra piazze, giardini, ville e strade della capitale per le quali è stata definita una mappatura che elenca, punto per punto, cosa si può fare, per quanto tempo e in che modo, in ogni luogo tutelato della città.
La mappatura è frutto di un protocollo d’intesa siglato dal Comune di Roma e il ministero dei Beni culturali. L’accordo disciplina l’occupazione di suolo pubblico nelle aree storiche della città. «Oggi - spiega il sindaco Alemanno - è una giornata storica: dopo un anno e mezzo di lavoro delle sovrintendenze abbiamo dato un regolamento per l’utilizzo di tutte le piazze storiche di Roma. Un regolamento che rispetta i diritti di tutti i cittadini a utilizzare queste piazze, ma rispetta anche il diritto di piazze e monumenti storici ad essere tutelati».
Tra gli altri esempi di regole per l’occupazione di suolo pubblico (manifestazioni, eventi spettacolo, fiere, mercati, raccolte firme), nei Giardini di Castel Sant’Angelo potranno essere organizzati un massimo di 6 eventi l’anno. Le iniziative potranno essere allestite nei viali, non nel fossato. E non sarà possibile realizzare aree per servizi di ristorazione. Piazza San Giovanni continuerà ad essere aperta alle manifestazioni, come il concerto del primo maggio. Mentre piazza del Popolo potrà essere occupata soltanto per un terzo del suo spazio totale. Le grandi manifestazioni che si svolgono da anni in questa piazza, come la festa della Polizia, continueranno ad essere organizzate a piazza del Popolo fino a quando non sarà trovata una nuova collocazione.
Il delegato capitolino al Centro storico Dino Gasperini sottolinea come «con il protocollo si vince una scommessa lanciata oltre un anno fa sull’utilizzo degli spazi del centro storico». «Grazie a un percorso partecipato - aggiunge - compiamo un’importante operazione culturale e scriviamo una pagina nuova della storia di questa città». Il sovrintendente ai Beni culturali, Umberto Broccoli fa notare come il protocollo sia il «secondo del genere nella storia».
Il protocollo entrerà in vigore subito e disciplina anche quale tipo di eventi è possibile organizzare nei vari siti, per quale durata e a quali condizioni. Il tutto sarà integrato con le regole del protocollo sui cortei al quale il Comune e la prefettura stanno lavorando. Per la selezione di eventi da organizzare nelle varie piazze sarà costituita una cabina di regia. Agli eventi che non troveranno spazio nella piazza richiesta sarà proposta un’alternativa.
Dopo le polemiche relative all’apposizione del vincolo nell’agro romano da parte del ministero dei Beni culturali, dopo aver trovato un’intesa sull’area che il Comune di Roma vorrebbe utilizzare per la realizzazione di un villaggio per la candidatura delle Olimpiadi 2020, «dopo tante vicende difficili, oggi - conclude il sindaco -, l’approvazione del protocollo d’intesa sulle occupazioni di suolo pubblico è un segnale di pace fatta con il ministero».