Campidoglio, la fabbrica degli sprechi

Dal 1993, anno dell'insediamento della prima Giunta Rutelli, le commissioni consiliari (permanenti e speciali) sono passate da 9 a 19. Più del doppio cioè. E di pari passo si sono moltiplicati i cosiddetti «monogruppi» (quelli costituiti da un solo consigliere) e i dipendenti in pianta organica che lavorano presso gli organi politici e deliberanti dell’amministrazione (giunta, municipi, consiglio), fino a raggiungere nell’attuale consiliatura la cifra astronomica di 643 unità, più 71 autisti. Addirittura 27, i componenti dello staff del sindaco Veltroni. «Di questi 714 - fa notare il capogruppo comunale di An, Marco Marsilio - almeno 650 lavorano per la maggioranza di centrosinistra». Che governa in Campidoglio e in 18 municipi su 19. Numeri che riaccendono i riflettori sulla questione dei «costi della politica», questa volta in salsa capitolina. Costi da ridurre, come ha spiegato ieri il gruppo comunale di An, attraverso un pacchetto di delibere che «chiederemo di inserire - continua Marsilio - nelle cose urgenti da fare prima dello scioglimento anticipato del Consiglio comunale. E se non ci fosse il tempo per approvarle, costituiranno un punto importante del nostro programma di governo della città». Specie se Veltroni si dimettesse anche dopo il 24 febbraio e il ministero dell’Interno approvasse la norma che consente di far svolgere le elezioni locali entro il 15 giugno. Questo il contenuto delle delibere «anti-sprechi»: riduzione da sette a due del numero delle «spesso inutili» commissioni consiliari speciali (mantenendo solo quelle statutarie Trasparenza ed Elette), riportandone le competenze all’interno delle commissioni permanenti che scenderebbero da 12 a 10; eliminazione dei «monogruppi» alzando la soglia minima dei componenti a 3; modifica dell’art. 88 del regolamento consiliare per fissare specifiche incompatibilità ed evitare la duplicazione degli incarichi nell’ambito dell’amministrazione, e dell’articolo 24 per non assegnare in pianta organica un dipendente per ciascun consigliere che rivesta anche l’incarico di presidente di commissione (già titolari di una segreteria autonoma). Riduzione, infine, dei dipendenti che lavorano nei gruppi per evitare situazioni paradossali di singoli consiglieri con 10 persone al seguito. «Solo tra sindaco, vicesindaco e assessori - continua Marsilio - vengono utilizzati 197 dipendenti, 72 persone esterne e 34 autisti». «Dobbiamo fare presto perché - spiega Luca Malcotti riferendosi alla crisi politica nazionale - se per fare una riforma elettorale bastano pochi mesi, per cambiare un regolamento comunale sarebbe sufficiente una settimana».