Campidoglio, il fascino della Roma preistorica

Convegno organizzato dall’associazione «Roma sotterranea» con la studiosa in protostoria romana Anna de Santis

Roma museo a cielo aperto, ma anche esteso nel sottosuolo. Colombari, catacombe, mitrei, chiese ipogee, mausolei, ninfei non si contano. I Fori Imperiali dopo il V secolo diventano cave di materiali edilizi. Sopra sorgeranno i quartieri medievali e su di essi quelli rinascimentali. Sotto la Roma degli obelischi e delle fontane, delle cupole e delle scenografie barocche ci sono vestigia classiche e testimonianze di un passato antichissimo.
Ieri l’associazione «Roma Sotterranea» ha chiamato Anna De Santis, esperta in protostoria della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici della città, per far parlare di Roma prima di Roma. E della continuità che caratterizza l’insediamento sul Campidoglio, ben difeso e ben collegato al mare, il più antico di cui si abbia testimonianza, media età del bronzo. Ideale il luogo, l’area archeologica del vicus Caprarius, ovvero la Sala Trevi con vista su un’insula romana trasformata in lussuosa domus e in seguito in castellum aquae dell'Acquedotto Vergine che alimenta la vicina Fontana di Trevi.
Due le campagne di scavo, dopo quelle esemplari d’inizio ’900 di Giacomo Boni presso il Tempio di Antonino e Faustina. Per Giubileo del 2000 e nel 2005-2006. È stato individuato un corso d’acqua che scendeva dal Campidoglio al Foro di Augusto e alla Suburra e scoperte le più antiche tracce d’interventi umani, dei solchi che forse indicavano un percorso per risalire la sella. Ma i ritrovamenti più interessanti riguardano le tombe di inizio età del ferro nel Foro di Cesare e nel Giardino Romano a pozzetto e una a incenerazione. All’inizio non ci sono necropoli, ma tombe isolate in cui i personaggi importanti vengono inumati con i segni del potere, coltello, doppi scudi, spada. Sono capi civili e/o religiosi che guidano la comunità, artefici della trasformazione e del distacco dall’Etruria. Solo a questo punto si comincerà a parlare di Lazio. Dagli scavi del 2000 al Foro di Cesare sono emerse tombe a pozzetto con numerosi vasi di corredo in miniatura contenenti resti di cibi. Una caratteristica questa della zona di Roma. La prima tomba a inumazione ritrovata nel Foro di Cesare, risale al X sec. a. C. Conservava lo scheletro di una donna trentenne con un sudario fermato da una fibula maschile, forse del marito. All’inizio dell’età del ferro cominciano a diffondersi le grandi necropoli. Campidoglio, Palatino e Foro l’area centrale, nei colli circostanti, Esquilino, Quirinale e Viminale le necropoli. È allora che Roma, dove si struttura la prima forma urbana, assume un ruolo egemone nei confronti degli altri centri.