In Campidoglio una fondazione contro la violenza giovanile nel nome di «Gabbo»

È una «missione appassionata» quella che porterà, da qui a un anno, alla nascita della «Fondazione Gabriele Sandri», l’iniziativa di solidarietà e contrasto alla violenza ispirata dalla memoria del tifoso laziale ucciso l’11 novembre 2007 in un’area di servizio vicino Arezzo. La definizione è di Gianni Alemanno che ieri mattina ha messo la firma sull’atto costitutivo di un comitato ad hoc, anch’esso intitolato a Gabbo, che servirà a raccogliere i finanziamenti necessari ad accendere il motore della fondazione vera e propria. Il Comune ha già dato un significativo apporto, mettendo a disposizione 35mila euro nell’immediato, a cui se ne aggiungeranno 15mila ogni 12 mesi. E altro denaro arriverà da iniziative di beneficenza, contributi di privati e associazioni, tutte convinte che il ricordo di uno possa diventare un esempio per tanti e, alla lunga, fare la differenza.
«Ho due immagini in testa successive alla morte di Gabriele Sandri - ha ricordato il sindaco - da un lato quella della furia sconsiderata che si è scatenata il giorno dopo l’omicidio, dall’altra quella dei funerali, durante i quali ho visto tanti ragazzi profondamente commossi per quanto era accaduto. La fondazione dovrà intervenire per separare i giovani puliti da chi alimenta la violenza strumentalizzando il tifo. Penso che la forza di un simbolo possa rappresentare un grande strumento». E, fattore non trascurabile, un fortissimo elemento di richiamo per l’opinione pubblica, come testimoniato dalla lunga lista di personaggi che sono intervenuti alla presentazione nella Sala delle Bandiere. Cantanti e attori, come Antonello Venditti e Pino Insegno, nomi del mondo del pallone di oggi e di ieri, su tutti il presidente della Lazio Claudio Lotito e il difensore Lorenzo De Silvestri, grande amico di Gabbo, Bruno Giordano e Massimo Piscedda. Con loro esponenti della politica locale e nazionale, tra cui Marco Visconti e Domenico Gramazio, oltre ad Alessandro Cochi, delegato allo Sport per il Campidoglio.
Il varo del progetto è avvenuto nel giorno del compleanno numero 109 della Lazio, ulteriore segnale del filo rosso che lega l’iniziativa alle attività della polisportiva biancoceleste. Anche la Roma, comunque, ha aderito con entusiasmo per conto del calciatore Alberto Aquilani e del dirigente Antonio Tempestilli. Mentre la testimonianza più commossa della giornata l’ha resa Cristiano Sandri, fratello di Gabriele, presidente del comitato. «Devo ringraziare i tifosi di tutte le curve - ha detto - che non smettono di inviare messaggi di solidarietà alla nostra famiglia».
Venerdì prossimo, invece, è in programma una nuova udienza del processo per l’omicidio di Gabbo. «Serve giustizia, perché Gabriele non doveva morire», ha affermato Alemanno, che ha voluto lanciare un appello per una sentenza «chiara».