«Il Campidoglio getta altra benzina sul fuoco»

Numerosi i commenti politici alla nuova disputa tra tassisti e Campidoglio. «È difficile - afferma il vicepresidente del consiglio comunale, Vincenzo Piso (An) - comprendere la logica che anima l’amministrazione capitolina quando si parla dei tassisti: sembra quasi ci sia una volontà perversa di gettare benzina sul fuoco. Ad ogni richiesta legittima della categoria, infatti, puntualmente fa seguito un giro di vite del Comune». Anche per il «federale» capitolino di An, Gianni Alemanno, «lo sconcerto manifestato dai tassisti nel corso dell’assemblea di Fiumicino, testimonia inequivocabilmente il malessere di una categoria. Governo e maggioranza rispettino l’accordo di maggio ed evitino di riaccendere, in maniera ingiustificata, problematiche ormai risolte». Per il portavoce romano de «La Destra, Fabio Sabbatani Schiuma, «questo odioso braccio di ferro ha una sola vittima: i cittadini romani». «Anche i tassisti - commenta il capogruppo regionale della Dc per le Autonomie, Fabio Desideri - sono finiti nella rete della mobilità gettata dall’Atac. A breve toccherà alle botticelle, alle auto a pedali e infine ai pedoni con passo troppo veloce». «Non ho nessuna difficoltà a solidarizzare con i tassisti per questa norma assurda che il Campidoglio vorrebbe adottare, quella di affidare all’Atac la gestione amministrativa di Taxi e Ncc», rincara la dose il capogruppo regionale dei Socialisti riformisti, Donato Robilotta. Anche il Codici infine è intervenuto sulla questione dell’aumento delle tariffe, chiedendo a Calamante di allargare il tavolo del 27 settembre anche ai consumatori: «L’idea di aumentare il prezzo delle corse - dichiara il segretario dell’associazione, Ivano Giacomelli - in una città come Roma, quella con il rapporto popolazione\macchine più alto del mondo (732 autovetture per 1.000 abitanti), se realizzata, trasformerebbe un servizio pubblico in un servizio più che di lusso. Lo sciopero suona dunque come una minaccia nei confronti dei cittadini».